Uffici turistici, nel capoluogo regna il caos

Turisti Como

Cartine, depliant e informazioni turistiche, quanto di più scontato per una città che fa dell’accoglienza il proprio settore trainante.
A Como però dove gli uffici turistici presenti, si parla al plurale perché oggi sono due, da metà luglio diventeranno due e mezzo e da metà settembre – sì, a stagione estiva ultimata – saranno addirittura tre, regna la confusione. Ecco cosa sta accadendo in una delle mete che da sempre affascina e attira migliaia di visitatori. Innanzitutto il primo passo discutibile e che infatti scatenò diverse polemiche fu l’apertura, nel settembre del 2018, di un nuovo ufficio del turismo in via Albertolli.
Un trasloco, quello dal centralissimo Broletto, che aveva fatto storcere il naso ai più. In tanti non capivano un’operazione che spostava un servizio così strategico da piazza Duomo in una via laterale. L’operazione fu il frutto di un accordo tra Comune, Provincia e Camera di Commercio di Como. Ebbene adesso, pur rimanendo ancora operativa la location di via Albertolli, da metà luglio riaprirà anche l’infopoint del Broletto. Ma solo in maniera parziale e a quasi esclusivo servizio della mostra Miniartextil, allestita al primo piano. E così negli spazi un tempo dedicati all’accoglienza dei turisti per ora verranno fornite solo poche informazioni sulla città, oltre a quelle sulla mostra, e solo con il passare dei mesi si arriverà a una totale ripartenza dell’infopoint del Broletto.
Ciò però avverrà senza chiudere l’altra sede distante solo pochi metri. «Dopo la prima fase, che scatterà appunto da metà luglio, proseguiranno i lavori per far tornare in piena operatività il Broletto – spiega l’assessore a Turismo e Cultura del Comune di Como, Livia Cioffi – Vanno infatti realizzati interventi alla rete web che non è più attiva e bisogna selezionare personale qualificato. Obiettivo è la riapertura completa da metà settembre». Quando però la gran parte dei turisti sarà in viaggio verso casa. «Purtroppo non posso intervenire sulla decisione alla base dello spostamento nell’altra sede. Ora si lavora per andare avanti col programma mantenendo sempre aperto anche lo spazio in via Albertolli».
Di recente l’ufficio a ridosso di piazza Perretta, sia per la situazione legata alla pandemia che per la mancanza di personale, è rimasto chiuso. E in molti, soprattutto tra gli addetti del settore alberghiero se ne sono accorti lamentandosene con l’associazione di categoria. «Ho ricevuto diverse segnalazioni al proposito – spiega il neo eletto presidente degli albergatori comaschi Luca Leoni – Ho infatti subito inviato una lettera per capire cosa stesse accadendo. Detto questo poi si potrebbe riflettere sull’opportunità di avere entrambe le strutture operative». La chiusura, va detto, ormai è fortunatamente superata. La Provincia di Como infatti che gestisce lo spazio dal lunedì al venerdì, mentre nel week end l’onere spetta a Palazzo Cernezzi, «ha chiuso la gara per affidare l’incarico e da metà giugno ha riaperto le porte. C’è stato un periodo di chiusura che però in parte ha coinciso anche con le restrizioni Covid», spiega da Villa Saporiti il dirigente al Turismo Umberto Ballabio. Provincia di Como che molti anni orsono gestiva uno dei primi punti informazioni in piazza Cavour, chiuso da tempo.
Insomma è evidente come regni la confusione e come, in ogni caso, i due uffici rimarranno in servizio in città, almeno fino «al 2024, quando scadrà l’accordo siglato tra Provincia e Comune di Como per i locali di via Albertolli», conclude sempre Ballabio. In aggiunta in città è operativo il punto informazioni alla stazione San Giovanni. Un gran pasticcio dunque che alla base mantiene inalterata sempre la stessa domanda: c’era bisogno di far traslocare l’infopoint centrale da un luogo di richiamo e di estrema visibilità come era il Broletto in una via secondaria per poi ritornare, dopo alcuni anni e con nuove spese necessarie per riadattare quegli stessi spazi, proprio sotto il Duomo? Ai turisti la risposta, anche se è pur vero che ormai il web ha fagocitato ogni cosa. Ci si sposta per le città facendosi guidare dal gps dello smartphone e si chiedono informazioni su un monumento inquadrandolo con il cellulare. Detto ciò, una città dovrebbe comunque guidare e non disorientare i visitatori.

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