Ultima campanella, si guarda al futuro con speranza

Studenti

L’ultima campanella dell’anno è suonata, per qualcuno anche questo momento è stato a distanza. Alcune scuole superiori, infatti, per ragioni organizzative e per evitare possibili assembramenti festosi all’uscita, hanno deciso di svolgere pure le ultime lezioni al computer.

Dopo un altro anno scolastico difficile si tirano le somme e si guarda, con fiducia, a settembre.
Senza dimenticare che per molti è tempo di esami. I primi a partire sono i ragazzi e le ragazze delle medie che tra pochi giorni inizieranno. Rispetto allo scorso anno, si torna in aula per discutere una prova orale basata su un elaborato che lo studente presenterà alla commissione.

«Noi iniziamo sabato – spiega la dirigente dell’Istituto comprensivo Como Borgovico, Grazia Miccolis – sono coinvolti circa 120 studenti della “Foscolo”. L’anno scorso anche l’esame è stato a distanza, pertanto torniamo ad avvicinarci alla normalità».
Per la preside è anche tempo di bilanci. «Confrontandomi con gli insegnanti – spiega – ci siamo resi conto che abbiamo fatto anche più di quanto previsto inizialmente e anche la Dad ha funzionato. Certo, dal punto di vista didattico e di offerta formativa dover rinunciare alle attività di gruppo, ad alcuni laboratori, alle uscite didattiche è stato un grosso sacrificio, in primis per i ragazzi».
«L’augurio per la ripartenza di settembre è che possano recuperare dal punto di vista della socialità quello che hanno perso quest’anno» chiude Miccolis che guarda anche alla partenza della sperimentazione dell’indirizzo “Sportivo” proprio alla scuola media Foscolo.
«Abbiamo avuto moltissime iscrizioni tanto che abbiamo dovuto prevedere una prova di idoneità per poter fare una selezione visto che partiamo con una sezione» dice ancora la dirigente.
L’indirizzo prevede più ore dedicate all’educazione fisica con l’approfondimento, anche pratico, ogni bimestre di una disciplina (nuoto, canottaggio, judo e basket): sarebbe quindi importante partire e procedere senza interruzioni o limitazioni.

L’istituto comprensivo Como Borgovico nelle scorse settimane è stato individuato dall’Ats Insubria per avviare la sperimentazione con i test salivari. Dopo una prima tornata di screening, il 24 e 25 maggio in alcuni plessi, lunedì i controlli sono stati effettuati in tutte le sezioni della primaria “Corridoni”.

Ultimo giorno di scuola nel segno della speranza per Angelo Valtorta, preside del liceo classico e scientifico “Alessandro Volta” di Como. «Si è chiuso un altro anno impegnativo e le ultime ore le abbiamo vissute come una liberazione» dice il dirigente scolastico comasco.
«Per i corridoi del nostro liceo ho sentito dire da più parti che è stato un miracolo essere arrivati alla fine. In effetti ci siamo resi conto di avere navigato davvero in acque perigliose e agitate come avrebbe detto il sommo poeta Dante Alighieri. Anzi, per alcuni questo anno scolastico “a fisarmonica” è stato peggio del precedente, la discontinuità ha davvero influito sui livelli di apprendimento e anche sullo stato psicologico dei nostri ragazzi». Ci sono stati però anche risvolti positivo.
«Sì – sottolinea Valtorta – D’altro canto dal punto si vista qualitativo i ragazzi hanno saputo resistere, e con loro il corpo docente e le famiglie degli studenti. Devo ringraziare quindi tutti di cuore perché di fronte alle difficoltà non hanno mai mollato e sono sempre stati vicini gli uni con gli altri».

Ora lo scoglio da affrontare è una maturità che farà tesoro di quella dell’anno scorso. «Avremo una maturità in presenza e in sicurezza – dice il preside del Volta, Valtorta – Le commissioni lavoreranno rispettando scrupolosamente i protocolli e noi vigileremo per la sicurezza di tutti, sia dei commissari che degli studenti. Speriamo che con questa formula dei colloqui abbiano davvero l’occasione di esprimere al meglio ciò che hanno imparato nel loro percorso come è successo l’anno scorso, quando abbiamo avuto una maturità soddisfacente».
A settembre cosa succederà? «Sono ottimista – dice il dirigente di via Cesare Cantù a Como – per il rientro credo che possiamo essere tutti fiduciosi e che si possa tornare a scuola in sicurezza al 100 per cento. Molti studenti si stanno vaccinando e ricevo anche mail di tanti genitori che si apprestano a iscrivere i figli al Volta e i cui ragazzi hanno fatto o vogliono fare il vaccino e lo hanno già prenotato con entusiasmo. Questo insomma ci fa ben sperare, siamo stati virtuosi e potremo tornare alla normalità. Certo, magari ci sarà ancora imposta la mascherina nei luoghi comuni e affollati e dovremo mantenere buone pratiche come il lavaggio delle mani e l’obbligo di arieggiare le aule, ma speriamo di poter presto considerare il peggio passato».
Che lezione trarre dalla pandemia? «Ai ragazzi di quinta che si apprestano alla maturità – dice il preside Valtorta – ho detto salutandoli che hanno fatto molti sacrifici, negli ultimi anni, ma hanno anche avuto l’opportunità preziosa di affinare due doti che saranno loro molto utili per il resto della loro vita. La prima è la resilienza cioè la capacità di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di fare di una difficoltà una opportunità. Loro lo hanno saputo fare. E la seconda dote è la capacità di empatia, che ha premesso loro di non subire le conseguenze negative del distanziamento e dello stare dietro a uno schermo di computer per dialogare. Senza empatia abbiamo scoperto tutti con la pandemia che non si va lontano e queste sono doti che i ragazzi dopo la maturità io credo potranno applicare negli studi e nel lavoro in modo proficuo. La pandemia ci ha fatto soffrire e arrabbiare e faticare ma ha anche lasciato questa eredità positiva su cui contare. E anche questo, oltre ai vaccini a tappeto e alla possibilità concreta di dire addio allo stato di emergenza, ci fa ben sperare. Per il futuro della scuola e per il futuro del nostro Paese».

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