Ultima speranza per la Comense. Pennestrì: «Oggi incontro decisivo»

Domani scade il termine per iscrivere le lariane al prossimo campionato
Uno spiraglio di luce per il futuro della Comense del grande basket. Ad aggrapparsi a questo tenue raggio di speranza, ma al tempo stesso a diffonderlo a tutti i tifosi, è proprio il presidente Antonio Pennestrì, che indica oggi come la giornata decisiva per decidere o meno l’iscrizione della prima squadra alla serie A1 per la prossima stagione.
Il termine per versare alla Lega Basket donne quota associativa e fideiussione scadrà infatti domani a mezzogiorno, ma il numero uno non vuole
gettare la spugna e lascia aperta la porta a una soluzione in volata.
«È vero – afferma – un lumicino di speranza c’è ancora. Oggi è una giornata importante, anzi fondamentale, perché abbiamo un incontro decisivo con una persona che ha dimostrato interesse per la nostra situazione e oggi, appunto, scioglierà la sua riserva e ci comunicherà le sue decisioni».
Il giorno più lungo, forse, della storia recente del club di via dei Partigiani. Dalla decisione di questo misterioso “Mister X” dipende quindi il destino della Comense del basket, ma forse non solo: «È vero – ammette ancora Pennestrì – Oggi si deciderà se la Comense potrà iscriversi a questa benedetta o maledetta serie A1. Non voglio illudere nessuno però: la verità è che non ci sono tante possibilità; anzi diciamo pure che è l’ultima rimasta ma io ci spero».
E se invece la risposta sarà negativa? allora un pezzo di storia sportiva comasca si chiuderà. «Se l’incontro odierno non avrà l’esito auspicato e non ci saranno le condizioni economiche necessarie – dice ancora il presidente – allora con grande dispiacere saremo costretti a chiudere l’attività in serie A1. Con dispiacere, ma anche in serenità».
Ma come sta vivendo queste convulse ore di vigilia, un presidente come Pennestrì, che per 30 anni non solo ha vinto tanto alla testa della Ginnastica Comense 1872, ma si è sempre dimostrato non un semplice appassionato, ma un vero innamorato e che ora invece rischia di vedere scomparire la sua “amata” dai parquet nazionali? «Ovviamente non fa piacere – spiega – Ma al tempo stesso vivo queste ore con serenità. Forse per il momento delicato che sto vivendo in famiglia successivo all’incidente occorso a mio figlio, che fortunatamente ha scongiurato il peggio. Sarà anche perché a 71 anni ho avuto la fortuna di vivere gli ultimi 30 alla presidenza della Comense ad alto livello».
«Tutto questo – aggiunge – mi porta a pensare che se quello che abbiamo da poco concluso è stato l’ultimo anno in serie A1, allora possiamo dire che abbiamo chiuso in bellezza. E se si dovrà ripartire dalle giovanili… beh allora si ripartirà dal vivaio».
Sarebbe un peccato, però, non vedere al via del prossimo torneo di A1 la squadra più titolata d’Italia. «Assolutamente d’accordo. Ma se usciremo lo faremo a fronte alta, ripeto, sapendo di aver chiuso in bellezza con una ultima stagione strepitosa».
Fa specie però sapere che all’ultimo momento società meno storiche della Comense, come Alcamo, abbiamo garantito la loro iscrizione grazie all’intervento dell’amministrazione comunale.
In questo momento difficile dal fronte istituzionale comasco sembra di capire che la Comense non abbia ricevuto nessun aiuto. «Purtroppo no – ammette Pennestrì – ma confesso che non ci ho mai contato molto. Parlo da commercialista, che quotidianamente vede gli effetti della crisi economica sulle realtà territoriali. Non ci sono soldi e non li hanno neppure Comune, Provincia e Regione. Ecco perché, al di là di tante belle parole e incoraggiamenti di circostanza, non abbiamo ricevuto alcun sostegno».
Il presidente, però, vuole dare uno sguardo al massimo movimento femminile. «Visto il momento di crisi e analizzando la situazione del basket femminile, mi chiedo se tutte le società che sono sicure di fare la serie A1 avranno poi i soldi per pagare gli stipendi ogni mese fino alla fine dell’anno. Confesso che anche io potrei iscrivere la Comense al prossimo campionato ma lo farei al buio perché ad oggi non ho i quattrini per garantire la copertura di tutta la stagione».
«Io, però, non mi sento di fare un passo al buio sapendo di non poterlo fare – spiega ancora il numero uno di via dei Partigiani – Se queste condizioni non ci fossero e se non ci saranno i quattrini necessari, allora usciremo di scena a fronte alta».

Nella foto:
Il presidente Antonio Pennestrì mostra orgoglioso alcuni trofei vinti dalla sua squadra

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