Cronaca

Ultras e scontri: l’Osservatorio sulle Manifestazioni sportive accusa le società

Una immagine degli scontri tra Como e Varese Una immagine degli scontri tra Como e Varese

«È stata carente la fase di prevenzione che avrebbero dovuto svolgere le società sportive e poco incisiva la loro azione nei confronti di alcuni gruppi di tifosi, nonostante gli impegni assunti con il protocollo del 4 agosto». L’Osservatorio nazionale sulle Manifestazioni sportive interviene sugli scontri prima e dopo Como-Varese.
I sindacati di polizia e il sindaco di Como, Mario Landriscina, avevano criticato direttamente la decisione dell’Osservatorio di fare giocare la partita, nonostante le indicazioni fornite dalla Questura sull’alto rischio scontri. A qualche giorno di distanza, ecco la risposta giunta direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio per lo sport, per mano di Andrea Carletti, componente supplente dell’Osservatorio.

«Molto raramente si è verificata negli ultimi anni la necessità di annullare completamente una manifestazione sportiva – spiega Carletti – In ogni caso ciò sarebbe giustificato solo da particolari motivi di grave pregiudizio per la sicurezza pubblica». Il componente dell’Osservatorio ricorda come ogni settimana vengano disputati migliaia di eventi sportivi «molti dei quali presentano indici di rischiosità più o meno elevata. L’Osservatorio nazionale per le Manifestazioni sportive, in cui sono rappresentate oltre alle forze dell’ordine anche le Leghe calcio, la Federazione italiana Giuoco Calcio, il Coni ecc., è chiamato ad un lavoro di valutazione preventiva del rischio finalizzata a prevedere misure che garantiscano nello stesso tempo la libertà dello spettatore di assistere all’evento in sicurezza, il corretto svolgimento delle varie discipline sportive e le esigenze di contenimento di spesa a carico del contribuente».

Carletti ricorda come per Como-Varese l’Osservatorio abbia stabilito «una serie di misure (Determinazione n.02/2018) tra le quali limitazioni nella vendita dei tagliandi, rafforzamento della presenza di steward e coinvolgimento delle società interessate in fase preventiva».
«È stato inviato un contingente di personale delle forze dell’ordine adeguato al numero dei tifosi ospiti e degli spettatori presenti senza alcuna sottovalutazione del rischio» dice ancora il rappresentante del Governo, che poi sottolinea la già citata carenza di prevenzione sia da parte del Calcio Como sia da parte del Varese.
«Ritengo che l’utilizzo di uno strumento quale quello del “gradimento”, peraltro già applicato in molti altri Paesi, avrebbe quasi certamente impedito che poche decine di persone creassero disordini», conclude Carletti.

La scorsa estate è stato siglato un protocollo tra Ministero dell’Interno, presidenza del Consiglio (ministro per lo Sport), Coni, Figc e leghe, compreso quella dei Dilettanti, che hanno introdotto importanti novità sul fronte dell’accesso negli stadi. La “tessera del tifoso” che regolava l’accesso alle partite negli anni passati è stata cancellata. Per le partite non a rischio l’acquisto dei biglietti è libero, come libero è anche l’acquisto degli abbonamenti (tutti comunque nominali). Il meccanismo del gradimento, citato dal funzionario della Presidenza del Consiglio, consente alle società sportive di sospendere l’abbonamento per una o più partite successive ai tifosi che non rispettino il codice etico della società. Una sorta di lista di tifosi “non graditi”, insomma. Un nuovo modo di vivere lo stadio attraverso forme di “autoregolamentazione endogena” che recuperi la dimensione sociale del calcio, il ritorno delle famiglie allo stadio e il contenimento dei costi sociali.

Paolo Annoni

20 gennaio 2018

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Mario Rapisarda

Mario Rapisarda mrapisarda@corrierecomo.it


2 COMMENTI SU QUESTO POST To “Ultras e scontri: l’Osservatorio sulle Manifestazioni sportive accusa le società”

  1. I disordini sono successi fuori dallo stadio….anche chi non aveva il biglietto poteva tranquillamente fare casino !!!!!! E allora è colpa delle società ???? Ma daiiiiiii….

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