Un 79enne salvato dopo due notti all’addiaccio nei boschi

altL’uomo era scomparso giovedì mattina. Si è nutrito con la spesa che aveva fatto prima di perdersi
(m.pv.) Una storia incredibile e per fortuna a lieto fine. È quella che ha visto come protagonista un uomo di 79 anni di Montano Lucino, salvato dai carabinieri dopo due giorni passati all’addiaccio nutrendosi di cioccolatini (che aveva comprato poco prima all’Iper di Grandate) e dormendo in macchina. Le ricerche si sono concluse ieri mattina alle 9.40, quando l’uomo è stato individuato ancora a bordo della sua auto, una Punto, in una zona impervia di Civiglio. Il ritrovamento è stato fatto

dai carabinieri di Brunate che hanno utilizzato preziose informazioni fornite da alcuni cacciatori. L’automobile (impantanata) era in panne e con il cambio rotto e per recuperarla è stato necessario l’aiuto della polizia locale. Alle ricerche hanno collaborato anche i vigili del fuoco e la protezione civile. L’anziano, al momento del ritrovamento, faceva fatica a parlare e aveva gli arti in parte congelati, ma era comunque cosciente. Ricoverato al Valduce è stato dimesso con cinque giorni di prognosi.
Ma andiamo all’inizio di questa storia, partendo dalla denuncia di scomparsa fatta dai familiari venerdì pomeriggio ai carabinieri di Rebbio (alle 16). I parenti raccontano che l’uomo, che vive da solo, era uscito per andare a fare la spesa all’Iper di Grandate per poi andare a San Fermo della Battaglia a trovare un amico. Nel tragitto, a causa di esigenze fisiologiche, avrebbe poi sterzato in una strada sterrata per trovare un angolo appartato e urinare, rimanendo tuttavia impantanato e senza sapere il luogo esatto dove si trovava.
Le ricerche dei carabinieri partono subito ed emergono alcune incongruenze, sconosciute tra l’altro anche ai familiari. Ad esempio, l’uomo mancava da casa già dal giorno prima ma non aveva comunicato nulla ai parenti. Un altro particolare insospettisce i militari: il cellulare dello scomparso – ancora attivo – agganciava in modo alternato due celle distinte, la prima a Villa Guardia e la seconda a Tavernerio. I carabinieri decidono quindi di perlustrare ovunque, mettendo sul territorio tutte le pattuglie possibili tra San Fermo della Battaglia e Villa Guardia fino a Brunate. Praticamente due intere compagnie, Como e Cantù, si mettono alla caccia dello scomparso (con l’aiuto dei vigili del fuoco), seguendo l’istinto e non le indicazioni che l’uomo forniva al cellulare. Contattato un paio di volte anche dai militari, infatti, il 79enne ha ribadito di essersi perso mentre da Grandate andava a San Fermo. L’unica indicazione sul luogo? «Sono vicino a una villa diroccata con un cane che abbaia».
Le ricerche sono proseguite per tutta la notte, la seconda consecutiva che l’uomo ha trascorso all’aperto tra i boschi. Dopo tanta fatica, l’epilogo positivo: un gruppo di cacciatori ieri mattina ha segnalato ai carabinieri l’avvistamenti di un’auto compatibile con quella delle ricerche. È stata la pista giusta per arrivare a salvare il 79enne.

Nella foto:
Dopo una lunga ricerca, i carabinieri sono riusciti a ritrovare in vita l’uomo: era a bordo della sua auto in una zona impervia di Civiglio

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.