Un altro anno passa senza grande mostra

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Anche il 2019  – siamo al giro di boa dell’anno e all’orizzonte niente si annuncia in concreto – sarà da archiviare senza una grande mostra per Como, magari nella tradizionale “casa” della cultura che è Villa Olmo. Tante iniziative di medio e piccolo cabotaggio sono diffuse in città,  a onor del vero, alcune di indiscutibile qualità come l’omaggio a Mario Radice in corso fino a novembre nella Pinacoteca di Palazzo Volpi. Ma siamo lontani da eventi che promettono di generare un grande richiamo come quelli che dall’inizio del presente secolo  Como ha saputo allineare. La situazione per Villa Olmo è nota: è scaduto lo scorso 12 luglio il termine per le manifestazioni di interesse alla proposta di bando pubblico per la futura governance della Fondazione Villa Olmo, e ora a meno che non intervengano elementi nuovi  tutto sarà messo sotto silenzio dal Comune fino alla assegnazione del bando stesso, prevista entro fine estate. Fino a quando il nuovo responsabile della gestione di Villa Olmo non entrerà in scena coalizzando si spera più forze come Camera di Commercio, Provincia, Regione e soggetti privati, dovrà lo stesso Comune farsi carico di eventuali grandi eventi e grandi mostre nella storica dimora neoclassica disegnata da Simone Cantoni, proprietà comunale da quasi un secolo. Non è stato tuttora annunciato nulla di simile, anche se pare che qualcosa bolla in pentola sui tavoli della giunta di Mario Landriscina, almeno a livello di intenzioni. Dovremmo dunque accontentarci di eventi a carattere privato come quelli firmati da big della moda come Guess e Dolce&Gabbana a Villa Olmo, a porte chiuse e per pochi intimi anche se con una notevole risonanza a livello promozionale per la città e il territorio? Fare mostre e cultura è però altro, specie se si ragiona in termini di  condivisione della bellezza e di diffusione della conoscenza a favore di una più elevata qualità della vita della collettività, portafogli compreso ovviamente. Intanto altri vasi di ferro accanto al vaso di coccio non stanno  a guardare, per loro probabilmente Como è un concorrente sul mercato in meno, su cui glissare in attesa che torni a funzionare come merita:  Chiasso a pochi passi da Como ma in altra nazione e con un decimo degli abitanti del capoluogo lariano prosegue con risultati degni di nota sulla via dell’integrazione fra le strutture con un unico programma condiviso. E Lecco  si appresta a celebrare i Macchiaioli nel  Palazzo delle Paure dal 4 ottobre al 19 gennaio con una grande mostra firmata Skira.

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2 Commenti

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    Paolo , 3 Agosto 2019 @ 21:30

    Prima di usare a sproposito il termine “grandi mostre” per le iniziative espositive organizzate a Lecco bisognerebbe informarsi sui contenuti e sui risultati. La rassegna precedente, celebrata dai giornali comaschi come ‘grande mostra’ era una iniziativa modesta, che ha avuto un basso afflusso di pubblico. Date queste premesse non si capisce in base a quali elementi l’autore di questo articolo possa etichettare come ‘grande mostra’ il prossimo evento sui Macchiaioli. Non sono questi gli esempi da seguire per villa Olmo, a tutta evidenza.

    • Lorenzo Morandotti
      Lorenzo Morandotti , 19 Agosto 2019 @ 21:09

      A beneficio dell’anonimo estensore del commento va precisato che l’esempio lecchese esulava da considerazioni in merito alla sostanza dell’evento e da giudizi sulla caratura della sede citata, a noi noti ma esterni al nostro bacino di competenza. Detto esempio fungeva solo da monito ai comaschi e va quindi letto così: “Anche  i cugini dell’altro ramo del lago, che pure condividono le difficoltà del medesimo territorio, non stanno a dormire ma ben consci delle opportunità del turismo in questi lidi si muovono sul tema delle mostre, cosa che i comaschi non fanno abbastanza”.   Per esigenze di sintesi forse questa sfumatura si è persa e l’estensore dell’articolo se ne scusa. Se  da parte sua l’anonimo estensore vorrà palesare la propria identità in un ulteriore glossa, avrà l’occasione di documentare quanto asserisce mediante dati, rassegna stampa ed eventuali commenti di esperti a supporto della sua tesi.

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