Un altro muro sul lago, ma questa volta è a Ossuccio

Ragioni di sicurezza oscurano la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Spurano
La sicurezza è importante. Ma anche l’occhio vuole la sua parte. Meglio rinunciare (parzialmente) a una vista mozzafiato – una chiesetta romanica sul lago – oppure conservare il panorama, lesinando però sulla sicurezza stradale? Il sindaco di Ossuccio non ha dubbi. La priorità, dice, va alla sicurezza degli automobilisti. Che, aggiunge, «possono comunque ammirare il paesaggio», a patto che «non viaggino su un’auto bassa e sportiva».
Il dibattito si è aperto dopo la costruzione di un muro lungo la Statale Regina. Una vicenda che ricorda – pur da lontano, e con le debite proporzioni – il pandemonio scoppiato a Como per la costruzione di un muro che avrebbe impedito la vista del Lario agli automobilisti.
Trattasi, pure in questo caso, di muro che oscura parte della visuale degli automobilisti: al di là della strada c’è la chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo (Spurano) e, ancora più in profondità, l’Isola Comacina. Mentre il manufatto di Como era frutto di una variante progettuale, il muretto di Ossuccio nasce da precisi dettami di legge. Spiega il sindaco, Giorgio Cantoni: «È un lavoro dell’Anas. Ho avuto già modo di affrontare l’argomento: non dimentichiamo che stiamo parlando della sicurezza degli automobilisti». Prima dei lavori, dice Cantoni, «la strada era delimitata da un muretto basso che poteva essere facilmente sfondato. Un’auto impazzita avrebbe fatto un salto nel vuoto di 7 metri. È la legge, inoltre, a imporre certe delimitazioni, proprio in nome della sicurezza. E poi, non è vero che l’Isola Comacina e la chiesa romanica sono oscurate: gli automobilisti le vedono comunque, a patto che non viaggino su auto basse».
L’allargamento della strada, continua Cantoni, era necessario per evitare che autobus e camion si incastrassero nelle strettoie della Regina.
«La carreggiata è stata ampliata di 70-80 centimetri, esattamente nel punto in cui spesso si bloccavano i mezzi pesanti. Il muro in cemento armato è una protezione».
Chi vuole ammirare la chiesa romanica, consiglia Cantoni, può sempre fare due passi a piedi.
«Basta posteggiare – dice – percorrere a piedi la stradina, appena rifatta, che costeggia la Regina, dalla quale si può osservare la chiesa e il suo affresco». La chiesa in questione, dei santi Giacomo e Filippo, fronteggia l’Isola Comacina. È in stile romanico, costruita tra il X e il XII secolo, quasi interamente conservata nelle sue linee originali. Nei secoli è stata interessata da una sola modifica, come riporta il sito Romanicomo.it: «La chiesa è stata allungata dalla parte della facciata in un secondo tempo, ciò è dimostrato dal fatto che si può notare una linea di distacco nella parete e che gli affreschi, dell’anno Mille, non sono presenti all’inizio della controfacciata».
Fino ad ora, conclude il sindaco di Ossuccio, «in Comune non sono arrivate proteste». E a chi preferiva la vecchia visuale, Cantoni risponde che «per un amministratore la sicurezza è una priorità assoluta».

Andrea Bambace

Nella foto:
La chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Spurano “oscurata” dal muro di cemento armato

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