Un anno di Landriscina, Fanetti (Pd): «Sindaco commissariato dal vice Alessandra Locatelli»

Pd, conferenza stampa su primo anno del sindaco Landriscina.
Pd, conferenza stampa su primo anno del sindaco Landriscina.
Pd, conferenza stampa su primo anno del sindaco Landriscina.

Torta decisamente indigesta per Mario Landriscina quella realmente preparata da Pd – una crostata – che ha così voluto “festeggiare” i primi 365 giorni di mandato del sindaco. Nessun regalo ma una serie interminabile di “bordate” contro la squadra al governo della città da un anno.
A partire da quelle riservate alla sua giunta. «È sempre più evidente come il vero dominus sia il vicesindaco Alessandra Locatelli mentre Landriscina appare sempre più impacciato e spaesato. Anche il consiglio comunale ne è la prova. In aula – affonda il capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi, Stefano Fanetti – non si fa nulla. La giunta non porta mai temi importanti per la città e non si discute d’altro che delle proposte delle minoranze. L’assessore Vincenzo Bella (mobilità) è sempre più spesso assente e la responsabile di Turismo e Ambiente, Simona Rossotti, con le sue trovate discutibili, vedi i recenti viaggi in Russia, è inconsistente. Date un segno se ci siete». Dopo questa invocazione degna di una seduta spiritica, il tono non si fa certamente meno duro e l’affondo successivo riguarda un tema di strettissima attualità. «Le recenti nomine in Asf, Comocalor e Fondazione Volta sono eloquenti. Si tratta di una spartizione partitica che nemmeno riesce a soddisfare tutti gli appetiti», spiega Fanetti passando la palla al segretario cittadino, Tommaso Legnani che, prima di addentare una fetta di torta, rincara la dose. «Questa è l’unica cosa dolce rispetto a un primo anno di mandato del centrodestra negativo. Il rischio è che non si siano persi soltanto 12 mesi, ma la città perda anche i prossimi anni con una giunta assolutamente ferma e che non propone nulla. In consiglio comunale non avviene assolutamente nulla. Tant’è che non ci si riunisce dal 4 giugno. E quando ci sono le sedute, si tengono in un clima sonnacchioso».
E l’elenco di ulteriori esempi di malgestione o immobilità della cosa pubblica viene snocciolato immediatamente. «Impossibile non biasimare l’atteggiamento messo in essere per quanto riguarda le politiche sull’immigrazione, così come il rifiuto alla richiesta di centri Spraar e la mancanza di progetti per impiegare i migranti in lavori socialmente utili – spiega Legnani – Ci si affida invece a gesti di forte impatto scenico ma inefficaci come la rimozione delle panchine in piazza San Rocco». Lungo l’elenco. «Se questa Giunta è ferma, molte iniziative fatte prima o sono sparite, o sono state dimenticate o annullate. Anche qui l’esempio è noto: la gestione di Villa Olmo che doveva essere una decisione immediata e invece si attende ancora. Oppure lo sportello psicologico nelle scuole, il festival Intrecci di popoli, la programmazione estiva degli eventi che a fine giugno ancora non è stata fatta», aggiunge Legnani.
Un’opposizione senza sconti anche per il progetto di riqualificazione con dei nuovi posteggi in viale Varese su cui gravano anche le incognite sul pagamento notturno.
Per augurare buon compleanno a Mario Landriscina erano presenti anche il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo, il deputato lariano, sempre del Pd Chiara Braga e il consigliere comunale Patrizia Lissi.
«Landriscina non ha rivestito neppure quel ruolo di coordinatore che richiedeva la sua posizione di sindaco del capoluogo e che era quello che gli altri sindaci della provincia comasca si attendevano – ha detto Orsenigo, sindaco dimissionario di Figino Serenza – Anche qui non è difficile portare un esempio: la questione Como Acqua. Quando i colleghi degli altri comuni sono venuti in consiglio comunale con la richiesta di avere un confronto con lui, Landriscina non si è nemmeno degnato di uscire dall’aula a incontrarli». Per non dimenticare il futuro della tangenziale sul quale «non c’è stata nessuna voce di Landriscina in risposta all’ennesima presa in giro della Regione». Un totale immobilismo, dunque è il bilancio del Pd, dopo un anno «di amministrazione di destra che ha fatto pure dei passi indietro – ha sottolineato Chiara Braga – Questa amministrazione si preoccupa della spartizione delle cariche nelle partecipate, subendo i diktat dei partiti, e anche il civismo di cui tanto si vantava, se c’era, si è dissolto». Voto finale: 4. Il sindaco Landriscina contattato in serata per una replica ha preferito rinviare a una conferenza stampa imminente la risposta al Pd.

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1 Commento

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    Sergio , 24 Giugno 2018 @ 13:07

    Non so se Landriscina avrebbe potuto fare di più o meglio, forse si ma di sicuro è singolare che siano proprio quelli del PD a lamentarsi, loro che per cinque anni sono “rimasti al palo”. Tutti quando sono all’opposizione hanno grandi progetti per poi fallire miseramente nei fatti.

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