Un anno di servizio civile per i giovani: esperienza di vita e di crescita lavorativa

Servizio civile nazionale

Entro il 15 febbraio i ragazzi possono candidarsi alle cooperative aderenti dal sito www.serviziocivile.coop

Non è manodopera a basso prezzo o un parcheggio provvisorio e, pur avendone lo spirito, non è volontariato. Il servizio civile è un’esperienza a sé che i giovani possono scegliere per un anno della loro vita e che, se ben condotta, certamente lascia un segno.
Una progettazione, quella del servizio civile, in cui crede e investe Confcooperative Insubria che anche quest’anno ha visto approvare i propri progetti sul bando del servizio civile universale. Entro il 15 febbraio i ragazzi che vogliono candidarsi presso alcune delle cooperative aderenti possono presentare domanda online dal sito www.serviziocivile.coop.
Il servizio civile prevede un anno di impegno nel servizio e nella formazione, attraverso l’adesione a un progetto finanziato in Italia o all’estero, scelto nel campo della protezione civile, dei servizi a persone in situazioni di disagio e dell’educazione, ma anche nel campo dell’ambiente, della cultura e dell’arte. Offre l’opportunità a ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni, di nazionalità italiana e non, di partecipare alla vita sociale e civile della comunità attraverso l’impegno concreto e rappresenta un’opportunità di crescita personale e di acquisizione di conoscenze e competenze utili per la futura vita lavorativa. Il compenso mensile stabilito è di 439,50 euro. 
I giovani inseriti nel sistema di Confcooperative – Federsolidarietà, in particolare, rispondono ai doveri tipici delle cooperative sociali cioè conoscenza, sperimentazione, scambio, educazione, promozione umana e integrazione sociale.
«Il vecchio servizio civile entrato in vigore con la fine della leva obbligatoria è stato fucina di ingresso di tanti giovani, a partire da me e da molti colleghi ora 50enni, nel mondo della cooperazione sociale – racconta Aldo Montalbetti, presidente di Federsolidarietà – qui abbiamo trovato il nostro contesto lavorativo, assumendo poi con il tempo ruoli sempre più significativi».
A livello nazionale, Federsolidarietà promuove i progetti e ne cura la presentazione al Ministero basandosi sulle proposte locali. Il risultato di quest’anno è importante poiché, a livello nazionale, sono stati presentati 222 progetti del mondo della cooperazione sociale che possono accogliere 2.095 ragazzi.
«Per il nostro progetto di Federsolidarietà-Confcooperative Insubria – precisa Montalbetti – parliamo di un bacino di offerta di 27 posizioni per altrettanti ragazze e ragazzi tra Como e Varese. Abbiamo riservato più del 20% dei posti a ragazzi con scolarizzazione molto bassa, si vuol provare a offrire loro la possibilità di vivere un anno di esperienza in contesti di imprese sociali dove c’è sì un aspetto di assistenza diretta e presa in carico degli utenti, ma anche la possibilità di vedere uno sbocco lavorativo futuro».
Numerosi sono i giovani che, in tempo di pandemia, vedono acuirsi isolamento sociale, disoccupazione, che non studiano né lavorano (i cosiddetti “neet”).
«È un tema che è entrato nelle nostre agende da diversi anni – conclude Montalbetti – questi giovani sono più in difficoltà degli altri. Gli obiettivi dati dall’Agenda europea 2030 per il servizio civile sono invariati, però i tre progetti presentati da Federsolidarietà e Confcooperative Insubria ricalcano tre filoni attuali in questi tempi: il welfare che accoglie, l’educazione che accoglie e il lavoro che accoglie. Si tratta di servizi per la disabilità degli adulti e il mondo minorile, per inserire persone svantaggiate o disabili nel mondo del lavoro. I ragazzi che fanno il servizio civile verranno accompagnati in un percorso di lavoro per queste tipologie di utenze. Chiaro che con la pandemia in corso ogni cooperativa si è attrezzata e strutturata per rispettare e garantire la maggior sicurezza possibile; il percorso prevede inoltre momenti di formazione, di confronto e analisi di quello i giovani che stanno vivendo».

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