Un augurio dall’altro secolo Perché inizi, finalmente, quello nuovo

Beppe Livio banner rubrica opinioni e commenti

di Beppe Livio

Forse pochi se ne rendono conto; ed a qualcuno potrebbe sembrare strano. In fin dei conti lo scorrere dei giorni e degli anni è una regola consolidata. E nota. Ma ci possono essere momenti che costituiscono cesure nette. Un prima ed un dopo. O, per dirlo in modo diverso, momenti di “presa di coscienza”. Quando, quasi improvvisamente, una visione nuova, che era nascosta, improvvisamente si mostra. Esplode alla luce.


Sto parlando del 2020. Del prossimo anno. Ecco forse è ora di accettare che siamo entrati, pienamente, in un nuovo secolo. In questi 19 anni, in modo forse inconsapevole, soprattutto noi di una certa età, siamo
rimasti forzatamente legati, ancora, al Novecento. Troppo pieno, per noi, quel secolo. Tragico e terribile nei primi cinquant’anni, fortunatamente in pace (per noi) nei successivi decenni. Tragico e terribile per i nostri
nonni, aperto alla speranza per i nostri genitori. Un secolo, il XX, che ci ha lasciato ma siamo rimasti incerti.
E l’abbiamo tenuto in vita. Artificialmente. Ma è finito. Finalmente compiuto. Chiuso.


Riconoscere che siamo nel XXI secolo dovrebbe essere naturale. Ma non l’abbiamo ancora fatto. Sono decenni, i prossimi, che dovranno essere costruiti e riempiti di vita. La vita di coloro che entrano in questi anni nel vigore della gioventù. La vita dei giovani e dei nati di questi primi anni 2000. Le novità sono già apparse. Alcune pericolose. Il ritorno alla paura, all’odio, alla supremazia. Quasi si volesse tornare al 1920.
Altre ancora velate, perché totalmente nuove e quindi viste, insieme, con timore e speranze. Sono i cambiamenti nelle scienze, nelle tecnologie e nel lavoro. Altre invece che indicano nuove strade, urgenti, come la difesa dell’ambiente.


Ecco, noi del secolo scorso dovremmo avere il buon senso di non compromettere il futuro delle nuove generazioni con il nostro sguardo rivolto al passato. Dovremmo, invece, saper solo indicare un cammino da percorrere, liberamente. Nella pace, nella solidarietà e nella libertà. Quel cammino che è stato dato a noi, con la vita. Gratuitamente, per noi. E solo con qualche consiglio. Di non lasciarsi trascinare dagli speculatori interessati al potere, politico ed economico. Il futuro è vostro. E tenetelo stretto nelle vostre mani.


Partecipate, ricercate la conoscenza e la condivisione. Fate ciò che disse, agli inizi del secolo scorso, Mark Twain. “Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate.
Scoprite”. E, se volete, seguite quell’uomo in bianco con un nome antico: Francesco. Non buon 2020, ma
buon nuovo secolo.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.