Un caldo invito a mantenere curate le tombe dei Caduti italiani in Russia

Sono appena rientrato da Suzdal, regione di Vladimir, Russia. L’accompagnatore del nostro gruppo, il sig. Carlo Brambilla, a sorpresa ci ha portato a rendere omaggio ai Caduti italiani, prigionieri del campo 160 NCVD di Suzdal, morti di stenti e di una epidemia di tifo tra il 1943 e il 1946. L’ultima causa di decesso non permette la riesumazione dei corpi prima di 99 anni. Lo Stato russo ha fornito su richiesta italiana l’elenco con i nomi e il grado di almeno 816 soldati, tutti sepolti in fosse comuni. In una di esse, a Suzdal, riposano alcune decine di nostri connazionali.
Il cippo in marmo nero, su cui è semplicemente scritto “Qui riposano Caduti Italiani”, si trova nei pressi di un bosco in un cimitero ortodosso abbandonato da molti anni. La grande sorpresa è stata che, dopo aver percorso un breve sentiero pieno di sterpaglie, passando fra antiche tombe abbandonate, abbiamo raggiunto un sito curato e pulito con attorno alla stele marmorea un giardinetto, in cui erano appena state messe a dimora delle piantine da fiore. La commozione di tutti è stata altissima. C’erano nel nostro gruppo tre ufficiali degli Alpini più uno dell’Aeronautica. Hanno intonato l’Inno di Mameli e abbiamo recitato tutti insieme la “Preghiera degli Alpini”. Gli occhi degli ufficiali erano lucidi, quelli di tutti gli altri pieni di lacrime.
Spiego ora perché il riferimento agli Alpini e come è stato scoperto questo cimitero. Il sig. Brambilla nel 1991 venne a sapere che nel cimitero ortodosso di Suzdal c’era una tomba comune di soldati italiani. Dopo aver visitato il sito completamente abbandonato, rientrato in Italia, Brambilla informò della sua scoperta alcuni componenti dell’Associazione Nazionale Alpini in congedo e questi, come nel loro costume, subito si attivarono tanto che la notizia arrivò all’attenzione del Generale Gavazza, commissario per le onoranze ai Caduti. Nel 1992, saputo che il presidente delle Repubblica Italiana, Francesco Cossiga, avrebbe visitato Mosca, gli fu proposto di andare a rendere omaggio a questi caduti. Il 31 marzo 1992 Cossiga si recò a Suzdal e commosso rese gli onori ai nostri soldati alla presenza di Brambilla.
Sembra che l’associazione degli Alpini – o altra associazione interarma – continui a pagare qualche “locale” di Suzdal per mantere la tomba in ordine, così come l’abbiamo trovata noi e come si evince dalla foto che ho allegato. Sono passati 21 anni da quella visita. La tomba è dignitosissima, come l’accesso e il bosco tutto attorno. Ma le tombe vicine no. Sarebbe bello che gli Alpini di Como ed altri, eventualmente si attivassero per migliorare l’accesso a questo lontano luogo sacro per noi italiani. Non dovrebbero necessitare molti soldi.

Franco Molteni

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1 Commento

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    massimo , 26 Aprile 2018 @ 13:51

    Visitato la scorsa estate (2017) ,Suzdal non nscondo la mia commozione .

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