Un caso Covid in un nido cittadino. E ad Albate chiude il doposcuola

Asilo via Giussani

Primo caso a Como di un bimbo positivo in un asilo nido. La struttura è quella di via Giussani, dove subito è stato attivato il protocollo previsto, con l’isolamento dei piccoli che fanno parte del gruppo del bimbo risultato positivo.
«Appena è stata confermata la positività al tampone di un bimbo che frequenta il nido di via Giussani è scattata la procedura definita per situazioni di questo tipo – ha detto ai microfoni di Etv l’assessore alle Politiche educative di Palazzo Cernezzi, Alessandra Bonduri – Sono stati messi in isolamento i bambini e gli educatori di riferimento della cosiddetta “bolla” di cui fa parte l’alunno contagiato, ovvero del gruppo ristretto in cui il piccolo è inserito. Questi bambini, e i loro insegnanti, dovranno rimanere a casa per il periodo di quarantena previsto in questi casi». Al momento, si tratta del primo caso di contagio accertato in un asilo nido del capoluogo.
«Non ci sono altre situazioni simili nelle strutture comunali – aggiunge Bonduri – E anche per quanto riguarda via Giussani, gli insegnanti stanno bene. La quarantena è scattata in via precauzionale, così come previsto dal protocollo. I bambini, le maestre ed educatrici che non fanno parte della “bolla” coinvolta sono regolarmente all’asilo e proseguono l’attività. Il piano di intervento funziona ed è importante attenersi alle regole indicate».
Il Covid al nido non è stato, però, l’unica tegola caduta ieri sulla testa delle scuole cittadine. I genitori degli alunni dell’istituto comprensivo di Albate sono stati avvisati che, a partire da oggi, saranno sospese tutte le attività pomeridiane. «A causa della carenza del personale (docente e non docente) non si può più garantire l’intero servizio», ha scritto in una nota la preside.
Dunque, in modo scaglionato, i bambini delle elementari usciranno intorno alle 14.30, quelli delle medie alle 13, con evidenti disagi per l’organizzazione familiare. «Ho avuto le mani legate, era l’unica soluzione possibile – ha ribadito la dirigente scolastica, Lucia Chiara Vitale – Durante i giorni di chiusura dell’istituto per le elezioni, tre collaboratori scolastici ci hanno comunicato che avrebbero lasciato l’incarico. Uno presterà servizio nella segreteria di un’altra scuola, un altro ha accettato il ruolo di assistente tecnico e un terzo, in sostituzione fino al 28 settembre, è stato chiamato per un incarico annuale. Tutti e tre prestavano servizio nel plesso di piazza IV Novembre, mentre un altro della scuola Kolbe è a casa in malattia». Con il personale ausiliario dimezzato, nell’istituto comprensivo di Albate non sarà possibile garantire il tempo pieno, il cui ripristino potrebbe peraltro richiedere alcuni giorni.
«Le procedure di convocazione sono lente – spiega ancora la preside – Chi viene chiamato ha 24 ore per accettare e altre 24 o più per raggiungere il posto di lavoro. Senza il giusto numero di collaboratori, non è possibile garantire i servizi di sorveglianza degli alunni e di accurata pulizia degli ambienti, mai tanto importante quanto oggi. La sicurezza dei bambini viene prima di tutto». A preoccupare, tuttavia, non è soltanto la carenza di personale ausiliario. «Mancano almeno 5 docenti e 10 insegnanti di sostegno – sottolinea Vitale – Cerchiamo di tamponare alcune situazioni con il personale a disposizione, ma gli alunni con le difficoltà meno gravi restano senza un sostegno».
Anche per questo, la preside si rivolge ai genitori: «Appena sarà possibile – dice – comunicherò altrettanto tempestivamente il ripristino del normale servizio».
In un comunicato diffuso ieri sera, l’assessore Bonduri – a proposito dei “guai” di Albate – ha fatto appello direttamente al ministro dell’Istruzione per «le insegnanti di sostegno. La scuola è una comunità e come tale ha bisogno della collaborazione di tutti i livelli istituzionali. Il ministro è il primo ingranaggio che si deve attivare. L’amministrazione comunale non si è mai sottratta e dispiace dover subire una contingenza generata da altri», ha concluso Bonduri.

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