Un club che aspetta solo i lariani

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Scrive Cassiodoro a metà del I secolo dopo Cristo: «Como è appartata nella solitudine dei monti e del lago purissimo a formare un muro a difesa della pianura della Liguria». E lo fa proprio con le sue mura che  circondano su tre lati il centro storico cittadino. Quel che si vede è medievale ma sotto circa 20 metri all’interno delle strutture oggi visibili ci sono le mura della città fondata da Giulio Cesare, ancora sotto i piedi dei passanti e dei turisti. Ogni tanto emerge qualche pezzo come la Porta Pretoria che però soffre di infiltrazioni.  Ci sono tante altre realtà italiane fortificate, e non tutte hanno la fortuna di avere persistenze mantenutesi fino a noi per oltre la metà del totale originario. Eppure altrove le mura sono più valorizzate. Facciamo un rapido viaggio sulla carta geografica e scopriamo tante   città fortificate che costellano la Penisola e attirano turisti.

Pensiamo alla   pianta geometricamente perfetta della città fortificata di Palmanova, in provincia di Udine. Inserita nel 2008 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco è  la città fortificata di Sabbioneta, in provincia di Mantova, una delle fortificazioni meglio conservate del Paese. È rimasta intatta, così come l’avevano pensata i Gonzaga nel XVI secolo.  Costruita alle pendici delle Alpi   è  la cittadella di Candelo, in provincia di Biella,  premio del Touring Club Italiano per il  borgo fortificato più bello d’Italia.   E pensiamo a   Montagnana, in provincia di Padova, alla   fortezza di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo. Pensiamo senza andare tanto lontano, a un lago che fa concorrenza al Lario sul fronte del turismo: Peschiera del Garda registra ogni anno circa 2,4 milioni di  presenze ufficiali, il che la colloca ai primi posti nel turismo lacustre.

La fortezza della cittadina gardesana, imponente struttura difensiva pensata durante la Repubblica di Venezia  su progetto di Guidobaldo della Rovere e poi rinforzata dall’esercito napoleonico e da quello austriaco e che per secoli ha protetto il centro abitato di Peschiera, è stata inserita nel 2017  nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’Unesco, lo stesso elenco dove il Comasco annovera il Sacro Monte di Ossuccio e dove contava anni fa di entrare grazie ai tesori del Razionalismo diffusi in città e sul territorio provinciale. Mentre perde pezzi (Torre San Vitale) o si inclina (Torre Gattoni), il giacimento delle antiche mura rimane appunto tale, giace sotto metri di polvere e indifferenza. Il club delle città fortificate che sanno valorizzarsi intanto prolifera, e attende che i comaschi si sveglino.

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