Un coro sui social: «Città fantasma, il lago non basta»

turisti in coda agli imbarchi

Como: una città dove i turisti arrivano grazie al lago e a un paesaggio spettacolare. I numeri confermano che il Lario è attraente. Ma è anche un contesto territoriale dove i viaggiatori si fermano poco, perché nel tempo libero c’è ben poco da fare. Mostre, concerti, sport. Un’offerta che si rivela tutt’altro che in linea con quella di una città turistica di primo piano. E i numeri sono altrettanto eloquenti.

La fotografia dell’indagine sul tempo libero del quotidiano di Confindustria “Il Sole 24 Ore” uscita lunedì scorso può sembrare impietosa, eppure è condivisa da molti comaschi. Quindi, molto vicina alla realtà.
Come spesso accade, ormai, sono i social network a fornire un feedback immediato sul pensiero dei cittadini. E i commenti all’analisi pubblicata dal quotidiano economico sono stati tanto numerosi quanto eloquenti.
C’è chi sostiene Como sia una «città per vecchi», chi sottolinea che «sono anni che mancano le attività in una bellissima città come Como, dalle potenzialità non sfruttate».

C’è chi sprona l’iniziativa: «Gli eventi si possono organizzare, invece di lamentarvi attivatevi». E ancora: «Como città fantasma», «Como triste e inattiva da anni, nonostante sia una perla», «Una città che dorme».
Alcuni comaschi lamentano non solo l’assenza di iniziative, ma anche di locali. Altri sottolineano come il lago, pur bello, non sia più sufficiente. Decine di commenti dai quali emerge l’immagine di una città sonnecchiante, noiosa, ingessata.

Infine, il commento di una comasca, sintetico ma molto pungente perché mette il dito nella piaga del carovita che rischia di scoraggiare il turismo sul Lario: Como, «desolazione a caro prezzo».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.