Un “divano” berlinese per tutti i poeti

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(l.m.) La comasca Nicoletta Grillo, da molti anni residente a Berlino, è stata di recente tra i finalisti della sezione “Poesia inedita” del premio letterario “Città di Como”.
«La mia passione originaria – dice – è per la filosofia: laurea in Estetica alla Statale di Milano e dottorato alla Humboldt Universität di Berlino. Dalla mia tesi di dottorato ho anche tratto un libro, edito da Logos, L’angelo e lo specchio. Saggio sulla filosofia di Paul Valéry».
Da qualche

tempo, a Berlino, anima un blog, ildivanodipoesia.wordpress.com.
«Nasce – spiega Nicoletta Grillo – come spazio di condivisione per i miei lavori e per quelli degli autori che stimo, e che vorrei contribuire, nel mio piccolo, a fare conoscere. Ma vorrebbe essere anche uno spazio di incontro e di scambio per tutti quelli che si occupano di poesia, che siano scrittori o lettori, appassionati o semplici curiosi. Per questo non si tratterà solo di pubblicare poesie, ma di rendere visibile il lavoro di poeti contemporanei, di creare e promuovere occasioni di incontro, di divulgare eventi, festival e letture».
Il titolo del blog ha un’origine nobile. Spiega Nicoletta Grillo: «Adoro la poesia in lingua araba, che posso leggere purtroppo solo in traduzione – e siccome questo blog si concentrerà, per un semplice motivo di affinità elettive, sull’area del Mediterraneo – mi sono permessa un piccolo richiamo al “Divano orientale occidentale” in cui Goethe scrive liriche ispirate alla cultura persiana».
Ma la poesia non è una nicchia? «Non è la tortura dei carmi imparati a memoria a scuola, e nemmeno qualcosa di difficile, complicato, comprensibile solo a costo di grandi sforzi. Può essere anche qualcosa di molto piacevole, come stare a chiacchierare con degli amici sul divano, bevendo un bicchiere di vino; per poi guardare d’improvviso fuori dalla finestra, e chiedersi cos’era quell’ombra che si è appena intravista, o che forse non era nemmeno un’ombra».
Nicoletta l’anno scorso ha anche pubblicato in formato ebook un romanzo a quattro mani con un altro comasco, Massimiliano Pini, dal titolo Puoi chiamarmi Zebatinsky. Il protagonista e narratore Bruno, ultratrentenne senza lavoro e senza prospettive, si lascia vivere tra televisione e rimbrotti materni alla periferia di una piccola provincia. A scuoterlo ci penseranno due misteri che si svolgono in parallelo: due giornalisti del quotidiano locale scompaiono senza lasciare traccia; nel mondo, invece, svaniscono scrittori e letterati. Il tutto mentre impazza il successo del best-seller Puoi chiamarmi Zebatinsky e le librerie chiudono una dopo l’altra. Un giallo che si tingerà di colori fantascientifici, e anche una satira sorridente che sconfina alle volte nel surreale. Ma soprattutto il ritratto di una generazione ancora da sondare, quella dei 30-40enni.

Nella foto:
La poetessa comasca e berlinese di adozione Nicoletta Grillo a Villa Gallia per il premio letterario “Città di Como”

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