Un generale di Rebbio al comando della base Nato di Solbiate

Alessandro Guarisco: «Nostalgia per le cravatte azzurre del battaglione Como»
Anni Settanta. Periodo caldo, di tensioni politiche e sociali. Un ragazzo di Rebbio, dopo il diploma alla Magistri Cumacini, fa una scelta di vita radicale, specie in un momento – è l’inizio degli anni di piombo – di grande subbuglio e di crisi di ideali tra i giovani. Frequenta l’Accademia militare di Modena, entra nell’Esercito.
Trent’anni più tardi, dopo incarichi in tutta Italia e missioni nelle zone più calde del mondo, quel ragazzo – che oggi ha 53 anni e 3 figli – si riavvicina a Como, con un ruolo di peso nei piani alti dell’Esercito italiano.
È la storia di Alessandro Guarisco. O, meglio, del generale di brigata Alessandro Guarisco, che ieri a Solbiate Olona (Varese), alla caserma “Ugo Mara”, ha preso il comando della brigata di supporto al corpo armato di reazione rapida, i Nato Rapid Deployable Corps.
Il passaggio di consegne dal generale Antonio Pennino al generale Guarisco è avvenuto ieri mattina, alla presenza del generale di corpo d’armata Giorgio Battisti, comandante del corpo di reazione rapida della Nato in Italia. Per Guarisco, quindi, l’impegno alla “Ugo Marra” di Solbiate rappresenta anche un riavvicinamento alla sua città natia, Como. Negli ultimi anni, il generale lariano è stato vicecomandante dell’Accademia di Modena, fucina dei talenti militari italiani.
Nella sua carriera si è spostato tra Calabria (comandante di battaglione a Cosenza) e Friuli (comandante di reggimento a Orcenico Superiore) e ha svolto incarichi importanti anche presso il comando delle forze operative terrestri a Verona.
Ha preso poi parte a numerose missioni all’estero. È stato con il contingente italiano in Libano come comandante di plotone fucilieri del terzo battaglione Bersaglieri Cernaia (1983-1984). È stato poi vicecapo sezione Piani presso lo Stato maggiore della divisione multinazionale a Mostar, durante l’operazione Joint Guard in Bosnia Erzegovina (1998).
Nel 2000 ha comandato un battaglione in Kosovo durante l’operazione Joint Guardian. E ancora, nel 2003 era in Afghanistan per l’operazione Enduring Freedom, e nella missione Antica Babilonia VIII in Iraq come comandante dell’undicesimo Bersaglieri.
Da ieri, comanda un brigata di 1.800 uomini. «Il nostro compito – ha detto – è fornire ogni tipo di supporto al corpo armato di reazione rapida. È l’impegno preso dal mio predecessore, io continuerò e, dove possibile, cercherà di aumentare le potenzialità, anche se sono tempi duri per tutti. Anche per la forza armata, che sta pagando in termini di risorse».
Il generale Guarisco racconta poi il suo legame con Como. «Sono cresciuto a Rebbio – dice – e in provincia di Como ho ancora i miei genitori e altri parenti, vicino a Ponte Chiasso. Ho tre figli, un maschio di 24 anni, una ragazza di 21 e un bambino di 12. La mia famiglia sta ancora a Modena, ma entro giugno conto di riunirla a Solbiate».
La brigata di supporto comandata da Alessandro Guarisco – laureato in Scienze Strategiche a Torino – svolge un lavoro silenzioso ma fondamentale perché, come ha ricordato il generale di corpo d’armata Battisti, non può esistere successo militare «senza un’adeguata logistica».
Osservando la carriera di un comasco nell’Esercito, viene naturale pensare alle sorti della gloriosa caserma “De Cristoforis” di Como, un tempo stracolma di soldati operativi, oggi ridotta a un centro documentale, con una manciata di uomini.
«Le vecchie cravatte azzurre che vedevamo circolare per Como erano davvero una bella presenza – ricorda Guarisco, citando il simbolo del 23esimo battaglione Como – dispiace a tutti che certi luoghi vengano chiusi. Esattamente come accade per un teatro che scompare. Ma l’Esercito deve rinnovarsi, trovare sedi adeguate anche per risparmiare, visto che incidiamo sul bilancio del cittadino e non possiamo certo permetterci alcun “lusso”. Se il ministero della Difesa ha chiuso la “De Cristoforis” come caserma – conclude il generale di brigata comasco – l’ha fatto sicuramente per validi motivi».

Andrea Bambace

Nella foto:
Gli uomini della brigata di supporto al corpo armato di reazione rapida di stanza a Solbiate Olona (Varese) schierati ieri mattina per il passaggio di consegne dal vecchio al nuovo comandante, il generale di brigata comasco Alessandro Guarisco

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