Cronaca

Un gioiello al passo con la storia

altLe origini del palcoscenico comasco
Il poeta Ugo Foscolo fu testimone dell’evento inaugurale nel 1813

La grande avventura del Sociale è partita ufficialmente nel 1813 ma le prime mosse risalgono al 1807, quando si avviarono le trattative per l’acquisizione dell’area del Castello della Torre Rotonda su cui sorse il nuovo teatro. Promotore dell’iniziativa il conte Giampietro Porro, presidente della commissione e podestà di Como. Il castello fu costruito dai Rusca all’incirca attorno alla seconda metà del 1200, e dopo vari adattamenti e manomissioni, cinque secoli dopo finì in rovina e in

abbandono. La cessione di ogni diritto sull’area del castello venne firmata nella riunione del consiglio comunale del 31 gennaio 1809, presieduta da Alessandro Volta. I muri perimetrali del castello si possono osservare ancora oggi, e limitano il teatro e l’area dell’arena del teatro stesso. Il progetto del teatro fu affidato all’architetto Giuseppe Cusi. Il nuovo teatro fu inaugurato il 28 agosto 1813. Testimone d’eccezione dell’apertura fu il poeta Ugo Foscolo, che al nuovo edificio dedicò un articolo sul “Giornale del Lario”, firmato con lo pseudonimo “Didimo Chierico”. Il poeta dei Sepolcri lodò «la liberalità dei cittadini» e l’architetto Cusi, esprimendo però riserve su alcune scelte stilistiche e costruttive.
Decisivo nella storia del Sociale fu poi l’intervento dell’architetto Luigi Canonica che determinò il nuovo volto del teatro verso l’Arena. La visita dell’imperatore Ferdinando I d’Austria mise in moto una serie di importanti abbellimenti e migliorie strutturali. Poi nel 1864 arrivò la luce a gas che soppiantò le candele, a sua volta superata nel 1899 dalla luce elettrica, nel centenario della pila inventata da Alessandro Volta. Nel 1855 vi fu l’ampliamento del teatro con l’aggiunta di 38 palchi. Per la costruzione del quinto ordine, il loggione, fu necessario sopraelevare il fabbricato sacrificando la volta originale del 1813. Numerosi i restauri che hanno permesso al Sociale di rimanere in attività, tranne per pochi periodi. Ad esempio nel 1984, per adeguarlo alle norme di sicurezza, il teatro fu chiuso, ma la tenacia della Società dei Palchettisti, che si fece interamente carico degli oneri, riconsegnò alla città il teatro, il 23 ottobre 1988. L’anno seguente il complesso fu sottoposto a tutela del ministero dei Beni Culturali «per le sue pregevoli qualità tipologiche, ma anche per essere un preciso riferimento culturale e storico, non solo come struttura fisica, ma anche come attività svolta è da considerare un rilevante bene culturale». Con un accordo di programma sottoscritto nel 2005 da Palchettisti, As.Li.Co., Regione Lombardia, Comune e Provincia, il teatro è stato sottoposto a ulteriori restauri a stucchi, volta e palcoscenico. Di recente, è stata anche compiuta la sostituzione completa delle poltrone della platea. Grazie al contributo degli “Amici di Como”, oggi si assiste agli spettacoli operistici con proiezione di sopratitoli.

Nella foto:
Il restauro degli stucchi dopo l’accordo del 2005 (Fkd)
30 Novembre 2013

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