Un libro comasco svela il genio di Haydn

Franz Joseph Haydn

Il compositore austriaco Franz Joseph Haydn (1732-1809) è stato uno dei maggiori esponenti dell’epoca classica ed è considerato il padre della sinfonia e del quartetto d’archi.
Trascorse la maggior parte della sua lunga carriera in Austria, come maestro di cappella presso la famiglia Esterházy. A lui sono dedicate le prime tre sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven.
Ora un comasco, il critico musicale Alberto Cima Vivarelli, offre agli studiosi e agli appassionati della musica di Haydn uno strumento imprescindibile che viene pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Zecchini, punto di riferimento per gli amanti delle sette note e della classica in particolare, con libri di ogni tipo e adatti a ogni lettore, dai testi narrativi a quelli di divulgazione, da quelli più strettamente musicologici ai profili dei maggiori interpreti del Novecento.
Insieme alla rivista “Musica”, la casa editrice collabora con le migliori penne della musicologia italiana, ma anche con autori meno noti, esplorando sia le strade principali che quelle più nascoste della storia della musica e dell’interpretazione musicale.
Il libro di Cima Vivarelli appena uscito è Franz Joseph Haydn. Una guida all’ascolto (27 euro) e permette di conoscere da vicino un compositore la cui grandezza non è pari alla fama e alla diffusione che invece meriterebbe. Non a caso il celebre direttore d’orchestra Sir Simon Rattle ha dichiarato in un’intervista: «Haydn è il più grande compositore sconosciuto». Parole profetiche.
Il saggio dell’autore comasco tratta della vita e delle opere del compositore austriaco con particolare attenzione all’importanza artistica e alla guida all’ascolto, in modo da creare un discorso snello e preciso. Cima si è ascoltato tutto il corpus di Haydn nota dopo nota, in un lavoro preparatorio di lungo respiro. Il suo libro si propone quindi di analizzare la sua complessa e vasta produzione.
Vengono presentate non solo tutte le 107 Sinfonie, cercando di illuminarne i punti di forza individuali, e l’integrale delle Sonate per pianoforte oltre che tutti i pezzi pianistici (per la prima volta in Italia), ma anche composizioni, comprendenti tutti i generi, non sempre adeguatamente considerate: Quartetti per archi, Trii, Concerti, Teatro musicale, Oratori e Messe. Un doveroso risarcimento, quindi. Risulta paradossale infatti che un compositore così importante e significativo sia oggi destinato a rimanere un “musicista per musicisti”.

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