Cronaca

Un Libro nero di paura «Distrutti da tasse e crisi»

altI commercianti comaschi consegnano il volume al prefetto Primavesi: «Dopo la rassegnazione arriva la ribellione»
«Abbiamo ancora voglia di fare ma stiamo perdendo la passione». «Sta diventando impossibile proseguire l’attività». «Se va avanti così io getto la spugna». «Stiamo morendo come imprenditori e come categoria». «Crollano i consumi e salgono le tasse, è assurdo». «Siamo spaventati di dover chiudere per troppe tasse». Parole ed espressioni diverse

, un unico grido d’allarme: «Temiamo di non avere un futuro». È quanto emerge dal “Libro nero” consegnato ieri dal presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi, al prefetto Michele Tortora. Il volume, pensato proprio in occasione della “Giornata di mobilitazione nazionale” indetta ieri, raccoglie le testimonianze di numerosi commercianti e piccoli imprenditori del territorio lariano alle prese con la difficilissima situazione economica. Considerazioni personali o veri e propri sfoghi scritti a mano. Una penna e un foglio di carta per raccontare il proprio malessere, la delusione, la preoccupazione per un futuro sempre più difficile da immaginare. Sentimenti ai quali si affianca sempre però anche la «passione» per un lavoro spesso ereditato, l’amore per un’attività che fa parte della storia di decine di famiglie di commercianti e piccoli imprenditori.
«Siamo stanchi», ha detto Primavesi al prefetto, riprendendo lo slogan della manifestazione di ieri.
«In questo Libro nero – ha spiegato – abbiamo voluto raccogliere il nostro grido di allarme. Troppi negozi e piccole aziende hanno chiuso nel massimo silenzio, senza che questo facesse notizia. Siamo al limite della sopportazione e ora alla rassegnazione sta subentrando la ribellione. Siamo stanchi di questa situazione».
Tanti i commercianti che hanno voluto far sentire la propria voce partecipando alla stesura del “Libro nero”. «Tutti i giorni chiudono importanti aziende, cosa che anni fa non avremmo mai immaginato – dice Alberto Casati, titolare di un negozio aperto nel 1921 – Se le cose non cambiano, anche noi piccoli negozianti (e non siamo pochi in Italia) saremo costretti malvolentieri a ridurre il personale. E non voglio immaginare altro. Vi prego, noi abbiamo ancora voglia di fare, ma andando avanti così stiamo perdendo anche la passione che con orgoglio abbiamo sempre portato con noi».
«Svolgo l’attività di ambulante nei mercati della provincia di Como e da un po’ di tempo a questa parte sta diventando impossibile proseguire in questa attività – scrive Roberto Busnelli, presidente degli ambulanti della provincia di Como – Ma non parlo solo della diminuzione delle vendite. Parlo delle continue evoluzioni a livello fiscale, normativo e amministrativo».
«Se tutto il sistema va avanti così, mi dispiace ma io getto la spugna con tutte le conseguenze che derivano dalla chiusura di un’attività storica» è lo sfogo di un altro commerciante. «Prima la politica, poi il governo dei professori tecnici hanno fatto promesse. Non c’è più tempo per aspettare e credere, stiamo morendo come imprenditori e come categorie», è un altro sfogo.

A. Cam.

Nella foto:
In primo piano, il “Libro nero” consegnato ieri dai commercianti di Como al prefetto per segnalare i problemi della categoria (Fkd)
29 Gennaio 2013

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