Un Lombardia da leggenda: la “classica d’autunno” sulle strade lariane

altCiclismo. È il giorno della gara che chiude la stagione 2013. Partenza da Bergamo, arrivo a Lecco, salite decisive nel Comasco. C’è anche Luca Paolini

«Le cose sono cambiate. Ma posso immaginare che, oggi come ieri, il Muro di Sormano non sia molto gradito ai corridori». Nel giorno del Giro di Lombardia 2013, la gara che chiude la stagione del ciclismo, Imerio Massignan parla del punto più temuto, della salita storica che è stata ripresa lo scorso anno e che oggi sarà percorsa dai corridori.
Perché la corsa che parte da Bergamo e arriva a Lecco, avrà nel territorio comasco i suoi punti decisivi, prima la scalata al Muro di Sormano, poi quella

al Colle del Ghisallo. Massignan guarderà con curiosità ai suoi eredi. Lui, del “Muro”, è considerato il re.
Quando il “Lombardia” passò su quella terribile salita negli anni ’60, per ben tre volte, Massignan transitò sempre per primo e, si dice, fu l’unico corridore a non appoggiare mai un piede per terra sulle terribile ascesa di due chilometri con una pendenza media del 17% e massima del 25%.
«Ai miei tempi – dice Massignan – il Muro di Sormano arrivava dopo 220 chilometri, ora dopo circa 150. Per noi era davvero una grande fatica. Per me personalmente è un bel ricordo, visto che sono sempre passato per primo». E senza appoggiare il piede: «Mai – ribadisce lo scalatore, classe 1937 – Anzi aggiungo anche che io non ho mai avuto bisogno delle spinte degli spettatori, che invece all’epoca aiutarono molti mie colleghi. Non lo trovavo e non lo trovo giusto, perché alla fine il risultato della gara era in qualche modo falsato».
Epici i duelli dell’epoca tra Massignan e Vito Taccone, l’abruzzese scomparso nel 2007. Nel Giro di Lombardia del 1961 la vittoria andò a Taccone, alle sue spalle proprio Massignan. E i due, nel 2005, avevano partecipato assieme alla cerimonia per la posa della prima pietra in occasione dei lavori di restauro del Muro. «Quando sono tornato l’ho fatto volentieri – spiega Imerio, originario di Vicenza, ora residente in Piemonte – e mi spiace non essere presente oggi, ma purtroppo avevo già altri impegni».
Ma per tanti appassionati il nome di Massignan rimane mitico, anche per chi non era nato quando lui era uno dei più grandi scalatori del mondo, ma poi ha conosciuto le sue imprese. «Quando ho finito di correre sono uscito dal mondo del ciclismo – spiega – che comunque ho continuato a seguire. Ho fatto il piastrellista; non mi lamento dei miei guadagni da ciclista, ma non sono paragonabili a quelli di oggi. E spesso mi è capitato di lavorare nelle case di miei tifosi e con loro ho ricordato volentieri gli anni da ciclista, come mi fa piacere che, quando si parla del Muro di Sormano, la gente e i giornalisti, come in questo caso, si ricordino di me».
Venendo all’attualità, Massignan per la gara odierna spera di vedere un italiano sul gradino più alto del podio. E fa anche il nome: «Stimo molto Vincenzo Nibali – dice – che reputo l’unico che può competere con quei cinque-sei grandi nomi che oggi rappresentano l’élite del ciclismo mondiale. Tanto di cappello per quello che ha fatto negli ultimi anni».
Ma, per il re del Muro, il panorama tricolore non è molto confortante. «Non vedo molti giovani promettenti in giro – conclude – Mi sa che bisognerà aspettare un po’ per vedere gente del livello di Francesco Moser e Paolo Bettini, che ci ha regalato tante soddisfazioni».
Il citato Vincenzo Nibali sarà uno dei big della gara di oggi. Tra gli altri grandi nomi al via, il campione del mondo 2013 Rui Costa e Joaquin Rodriguez, primo lo scorso anno al “Lombardia”. Senza dimenticare lo spagnolo Alberto Contador e il vincitore del Tour de France Chris Froome. C’è anche il comasco Luca Paolini, che con il Team Katusha parte con il numero 7.
La partenza sarà da Bergamo alle 10.50, con arrivo a Lecco, sul Lungolago, dopo 242 chilometri. Verso le 14.30 – ma molto dipende dalla media tenuta dai corridori – è previsto l’arrivo in provincia di Como, da Pusiano, e pochi minuti dopo l’ascesa al Muro di Sormano (alle 14.46 con media di 41 chilometri orari; alle 15.15, in caso di media di 36).
Poi ci sarà la discesa da Pian del Tivano e Nesso, il passaggio da Bellagio prima della scalata al Colle del Ghisallo (la fascia di orario, che dipende sempre dalla media, va dalle 15.46 alle 16.24).
Il Comasco non sarà interessato né da partenza né da arrivo della gara, quindi non ci sono limitazioni particolari per la chiusura delle strade, se non quelle tradizionali per consentire il passaggio della corsa. Quindi si parla di uno stop alla circolazione circa mezz’ora prima del passaggio della vettura che segnala l’arrivo della corsa.
Il consiglio, per punti delicati come Ghisallo e Muro di Sormano, è comunque di muoversi con un certo anticipo.
Considerato che oltretutto si corre di domenica – per la prima volta – è facile prevedere un largo afflusso di appassionati per seguire da vicino la corsa organizzata da Rcs Sport.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Il siciliano Vincenzo Nibali, uno dei favoriti del Giro di Lombardia 2013, sul Colle del Ghisallo nella corsa del 2011

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