Un milione e mezzo di euro in due anni, ma non dichiara un centesimo: imprenditore scoperto dalla Finanza

L'indagine è della guardia di finanza di Olgiate Comasco

Era il titolare di una impresa individuale attiva nel campo degli impianti elettrici.
Il suo giro d’affari era anche più che buono, visto che in due soli anni aveva fatturato oltre un milione e 600 mila euro. Quando però la guardia di finanza di Olgiate Comasco ha indagato sul suo conto, ha scoperto che sia nel 2016 sia nel 2017 non aveva presentato dichiarazioni ai fini del pagamento delle imposte sul reddito. Il pubblico ministero Mariano Fadda ha così chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari di Como, Laura De Gregorio, un decreto di sequestro preventivo per la cifra che si ritiene possa essere evasa. Stiamo parlando di 90.787 euro di Irpef per l’anno 2016 e di 186.895 euro per il 2017, per un totale di 277.683 euro prelevati dai conti correnti e da altre disponibilità.
Insomma, nonostante l’attività procedesse in modo spedito, l’imprenditore non aveva versato un solo centesimo di quanto dovuto per ben due annualità.
Nei giorni scorsi, i militari della compagnia della guardia di finanza di Olgiate Comasco hanno così eseguito il sequestro preventivo concesso dal gip per un importo complessivo – come detto – di poco inferiore ai 300 mila euro.
In particolare, a seguito della già accennata verifica, all’indagato è stata contestata una consistente evasione fiscale realizzata attraverso la mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali, pur in presenza di ingenti redditi conseguiti. Il soggetto – ha comunicato ieri la guardia di finanza – sebbene avesse già alle spalle diverse condanne in materia di bancarotta e altri reati tributari, conduceva uno stile di vita con tenore altissimo, facendo così sorgere nei militari il sospetto che occultasse all’erario i propri guadagni.
I finanzieri di Olgiate Comasco, coordinati dalla Procura di Como, hanno così ricostruito il fatturato dell’azienda in oltre 1 milione e 600mila euro in soli due anni di attività. A finire sotto sequestro è stato un intero complesso immobiliare a Guanzate, nonché disponibilità finanziarie, quote societarie ed un’auto, pari al profitto dei reati tributari contestati.

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