Un motivo in più per smettere di fumare

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di Mario Guidotti

Angosciati e affranti dall’epidemia da coronavirus, ci siamo persi una notizia in campo sanitario veramente bella e di enorme importanza.

L’autorevole rivista scientifica Nature, il 29 gennaio scorso, ha pubblicato i risultati di uno studio dell’University College London. Viene riportata la sorprendente scoperta che i polmoni hanno la straordinaria capacità di riparare alcuni danni causati dal fumo.

Si pensava fino a ieri che le lesioni delle mutazioni carcinomatose iniziali determinate dal fumo sulle cellule polmonari fossero irreversibili anche dopo aver smesso di fumare.

Questo nuovo studio ha mostrato come non solo esistano cellule che non vengono danneggiate dal fumo anche dopo decenni di “bionde”, ma che possano riparare i danni arrecatisi alle altre. Solo però se si smette di fumare. Riavvolgiamo il nastro per capire meglio: le innumerevoli sostanze tossiche contenute nel tabacco bruciato nella sigaretta devastano il Dna, cioè il codice genetico, delle cellule bronchiali-polmonari dei fumatori, creando delle mutazioni, che sono l’anticamera dello scoppio del cancro.

Cambia cioè lo “stampo” di replicazione dell’unità tissutale, creando i presupposti per un “impazzimento” della stessa, cioè il cancro, polmonare in questo caso.

Queste cellule mutate sono delle vere e proprie bombe a orologeria, pronte ad assalire e invadere il tessuto sano e successivamente a metastatizzare anche altri distretti corporei, vicini e lontani.

Questo studio mostra come misteriosamente non solo molte cellule, pur esposte alla tossicità del fumo, restino indenni alle mutazioni genetiche, ma che una volta terminata l’intossicazione escano dalle trincee dove si erano riparate e vadano a sostituirsi a quelle malate pre-cancerose.

Una vera e propria pietra miliare, una svolta per la Medicina e l’oncologia in particolare. I ricercatori hanno assistito a una straordinaria rigenerazione delle cellule totalmente indenni all’esposizione del tabacco fumato.

Si può proprio dire una “boccata d’ossigeno” in tutti i sensi. Ci auguriamo solo che la gente colga il messaggio e la lezione che ci viene dalla natura umana, che cerca di riparare i danni che ci infliggiamo.

Speriamo che non passi invece il messaggio opposto: posso fumare, tanto poi i danni si riparano. Quello giusto deve essere: posso e devo smettere di fumare in qualunque momento, non sono per forza già condannato.

Non dimentichiamo poi che la tragedia del fumo di sigaretta, perché di una calamità sociale ancora maledettamente sottovalutata si tratta, è causa di tumori anche in tanti altri organi dove non è detto vi sia rigenerazione tissutale, oltre che di ictus, infarti, trombosi e compagnia brutta. Resta misteriosa la minimizzazione collettiva e pubblica di un fenomeno che vìola quotidianamente leggi e regole di convivenza civile, i cui effetti rappresentano costi elevatissimi e non soltanto a carico dei nostri traballanti conti economici.

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