Cronaca

Un nuovo albero nel viale della Legalità per unire Como e Sicilia contro la mafia

Ricordato Epifanio Li Puma, sindacalista ucciso dalla criminalità organizzata
Il viale della Legalità, a Cermenate, si è arricchito ieri di un nuovo albero, una pianta che indica l’unione tra la Sicilia e Como nella lotta alla criminalità organizzata. Presto, a questo seme potrebbe aggiungersi anche un gemellaggio formale tra il paese brianzolo, sede del Centro studi sociali contro le mafie, e Petralia Soprana, comune della provincia di Palermo dove è nato Epifanio Li Puma, sindacalista ucciso proprio dalla mafia.
Ad annunciarlo ieri è arrivato Carlo Li Puma, che
ha partecipato al convegno “Lavoro punto fermo”, organizzato dal Progetto San Francesco in collaborazione con il Comune, la Cisl e alcune associazioni locali in occasione del ventennale delle stragi di Capaci e di via D’Amelio e nel primo anniversario dall’inaugurazione del Centro studi sociali contro le mafie, realizzato in una villetta confiscata alla mafia, in via Vittorio, a Cermenate appunto.
«Purtroppo ormai è dimostrato quanto la mafia sia una realtà anche a queste latitudini – ha sottolineato il prefetto di Como, Michele Tortora – A livello normativo in Italia abbiamo fatto notevoli passi avanti per tutelarci dalle infiltrazioni mafiose, soprattutto negli appalti pubblici. Il nostro modello sta diventando un esempio anche a livello europeo. È fondamentale non abbassare la guardia e continuare a praticare la legalità. La legalità non si insegna, si vive».
«La mafia a Como c’è – ha affermato Gerardo Larghi, segretario provinciale della Cisl – Non dobbiamo limitarci all’indignazione ma andare oltre, come stiamo facendo con la messa a punto del manifesto territoriale per un welfare della legalità. La legalità può essere il solo e unico motore dello sviluppo economico e sociale. Dobbiamo arrivare a concretizzare una sorta di federalismo fiscale contro le mafie, riportando sul territorio i beni confiscati alla criminalità organizzata e mettendoli davvero al servizio della collettività, a partire da chi ha più bisogno in questo momento di difficoltà».
Con l’obiettivo di coltivare la memoria, è stato piantato un albero per ricordare Epifanio Li Puma. «È un modo per affermare con fermezza il nostro no alla malavita – ha detto il sindaco di Cermenate, Mauro Roncoroni – Sono particolarmente orgoglioso di questo evento ma sento anche la responsabilità e il carico di questo impegno e del lavoro che stiamo facendo».
«Il progetto che oggi si sta materializzando deve continuare – ha aggiunto Carlo Li Puma – Questo albero rappresenta un ponte tra la Sicilia e la Lombardia, si concretizza il desiderio di Epifanio Li Puma di mettere le radici al Nord. Ora, il prossimo passo, come ho proposto al sindaco di Cermenate, spero possa essere un gemellaggio che ci permetta di rafforzare ulteriormente questo legame e andare avanti su una strada importantissima».

Anna Campaniello

Nella foto:
Un momento del convegno “Lavoro punto fermo”, organizzato in occasione del ventennale delle stragi di Capaci e di via D’Amelio (Fkd)
13 maggio 2012

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