Un ponte tra il Lario e Montevideo

Gemellaggi
A 13mila chilometri da qui battono con intensità cuori comaschi. Un ponte tra Lario e Uruguay è stato rafforzato in questi giorni nella sede della “Famiglia Comasca” di Como, associazione che da tempo si occupa di mettere in rete i comaschi sparsi in tutto il mondo.
Il sodalizio cittadino di via Bonanomi, presieduto da Piercesare Bordoli, ha infatti ricevuto ieri la visita di Adriana Testoni, presidente dell’Associazione Lombarda Montevideo, fondata nel 1921 da comaschi emigrati in Uruguay, sulla base
 di una precedente Società Ricreativa “La Comasca”. Il sodalizio sudamericano – che è stato salutato in via Bonanomi anche da Giuseppe Saibene, sindaco di Fenegrò, che ha dato centinaia di emigranti all’Uruguay – ha solide radici lariane, dato che fu il padre di Adriana, Rinaldo, alpino reduce dal fronte greco-albanese che lavorava nel settore tessile, a dare il “la” al sodalizio promuovendo attivamente il culto delle radici tricolori nel Paese sudamericano. La famiglia Testoni ha avuto origine nel quartiere di San Pos a Grandate e non è un caso che la presidente dell’associazione di Montevideo viva oggi in una casa che ha denominato “Villa Regina Teodolinda”. «Facciamo più noi della diplomazia, certe volte, per tenere unite alla memoria delle radici le famiglie dei nostri connazionali italiani», dice Adriana, che ha ancora parenti a Monte Olimpino, dove è cresciuta, e a Bignanico.
L’associazione di Montevideo promosse tra l’altro nel primo centenario della morte l’installazione di un busto bronzeo dedicato ad Alessandro Volta, opera di un comasco emigrato in Uruguay, tale «L.Cattaneo», di cui si cercano notizie. «Chi non ha un passato da raccontare non ha futuro», dice Adriana Testoni.

Nella foto:
Adriana Testoni, presidente dell’associazione di Montevideo

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