Un ragazzo su due compra “falso”. La contraffazione spopola sul Lario

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I risultati della ricerca delle associazioni consumatori in Lombardia

Un giovane su due acquista prodotti contraffatti. Il “tarocco”, specialmente nel settore dell’abbigliamento, sembra essere irresistibile. Complice la crisi e imperante la moda, sono i ragazzi a farsi attrarre dalle imitazioni d’autore.
I dati, impressionanti, emergono da un’analisi delle associazioni dei consumatori Codici, Codacons e Adoc che hanno avviato il progetto Osservatorio contraffazione.
E le cifre allarmano. Nel 2012, ad esempio, il giro d’affari nel campo dell’abbigliamento

si è attestato, in provincia di Como, sui 3,6 milioni di euro.
Nel settore farmaceutico si è toccata invece quota 500mila euro, mentre sono 600mila gli euro ricavati dalla vendita di giocattoli non in regola.
Sono soltanto alcuni dei numeri che compongono l’indagine realizzata con alcuni questionari sottoposti, nel primo semestre 2012, a 800 famiglie comasche e a 350 ragazzi delle scuole superiori del capoluogo lariano.
Ebbene, mentre la maggior parte degli adulti (64%) non ha mai acquistato prodotti contraffatti, circa la metà dei giovani intervistati (48%) ha risposto in maniera affermativa. Evidenti anche le motivazioni alla base della scelta di un prodotto non originale.
La maggioranza degli adulti (23%) è spinta dal prezzo sensibilmente più basso. Molti evidenziano anche il bisogno (19%), la moda (16%) o il divertimento (15%).
Anche per i giovani il motivo predominante rimane il prezzo, ma in questo caso in maniera quasi esclusiva (42%). I beni, infatti, si possono acquistare con poche decine di euro, giusto per avere l’oggetto finto griffato.
«L’aspetto decisamente più preoccupante è legato alla sicurezza – dice Mauro Antonelli, presidente del Codacons di Como – Sia nel settore dell’abbigliamento sia, ancor di più, nel campo farmaceutico e dei giochi. I ragazzi, seppure senza soldi e spesso ipnotizzati dalla moda, devono innanzitutto guardare alla sicurezza. Devono consultare almeno la natura dei materiali usati. Accertarsi che non siano composti soltanto da fibre sintetiche, spesso tossiche».
E subito emerge un esempio significativo. «Se acquistate una borsa finto-griffata e sentite un odore cattivo, sappiate che questi sono i classici oggetti ricavati dal riciclo degli pneumatici delle auto – aggiunge Antonelli – Decidete quindi se ne vale la pena per soggiacere a una moda». Oltre, ovviamente, all’impatto devastante sul tessuto economico-sociale.
«Si intacca la creatività e la produttività. Ripeto: il principio numero uno dev’essere la sicurezza – invita a riflettere sempre Antonelli – Fate attenzione, soprattutto nel campo dei farmaci e dei giocattoli con il falso logo CE».
Massima allerta, dunque. «Un dato importante che emerge dalla ricerca e che vogliamo evidenziare – commenta Davide Zanon, coordinatore di Codici Lombardia – è la scarsa conoscenza dei rischi per la salute. Un elemento rilevante che sono ancora in pochi a tenere in considerazione». Nonostante ciò, la guardia di finanza abitualmente sequestra notevoli quantitativi di materiale contraffatto. Nel 2012, in Lombardia ha scovato, soltanto per citare alcuni dati, 80mila capi di abbigliamento, 500mila cosmetici, 30mila scarpe.
C’è anche un altro dato significativo e allarmante per le forze dell’ordine. È la percezione che il cittadino ha dell’impegno dello Stato contro la contraffazione. La maggior parte degli intervistati, quasi uno su due (48%), pensa che sia scarso.
Inoltre, la sensazione della presenza di controlli in luoghi come bancarelle, mercati, discount, piccola e grande distribuzione è decisamente bassa.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Sono state molte, negli ultimi anni, le azioni di contrasto della finanza alla contraffazione

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