Lettere

Un residente “beffato” dalla ferrea burocrazia

A Breccia un caso emblematico

Abito da sempre in via Malvito, nel quartiere di Breccia del comune di Como, via che, nel suo piccolo, ritengo abbia tutti i requisiti per rientrare nella mappa delle strade più dissestate del comune.
Via Malvito infatti più che una via  assomiglia a una pista da Camel Trophy  con  pezze, rappezzi, avvallamenti, ripristini, buche. Un motociclista, tempo fa,  a causa di tale situazione è caduto  rovinosamente, ha subito danni e, mi pare, sia stato risarcito dalla amministrazione comunale. Nella parte bassa di via Malvito è presente una “buca sorgiva” che  periodicamente ci offre liquami di incerta qualità e provenienza: ogni volta viene “tappata” in qualche modo… sino alla prossima volta. Questo da almeno quattro-cinque anni.
 Nel mese di febbraio 2011 ho provveduto, secondo le prescrizioni dell’amministrazione comunale ad allacciare la mia abitazione in via Malvito alla fognatura comunale. Lo scorso mese,  dopo ben due anni, ho richiesto lo svincolo della cauzione  di mille euro a suo tempo versati alla civica amministrazione quale cauzione per la manomissione della sede stradale, a garanzia del suo corretto ripristino.
Il competente ufficio tecnico comunale, sospendendo lo svincolo della cauzione,  con puntualità e solerzia, mi ha comunicato che avevo provveduto a ripristinare a perfetta regola d’arte la pavimentazione stradale del solo scavo effettuato per la posa dei tubi di allacciamento (30-40 cm.) ma non per una larghezza minima di 2 mt per tutta la lunghezza dello scavo così come previsto dalla autorizzazione comunale (!?).
Dura lex sed lex: appena le condizioni atmosferiche lo consentiranno provvederò alla posa del regolamentare, ma abbondantemente  surdimensionato rispetto all’intervento effettuato, “tappetino di tout venant”.
Nel frattempo, non potendo permettermi la manutenzione di una intera aiuola o contribuire al ripristino di una intera piazza cittadina come stanno facendo benemeriti illustri concittadini,  mi limiterò ad “adottare temporaneamente una buca” autorizzando l’amministrazione civica a utilizzare all’uopo il mio modesto deposito di mille euro a sue mani. Se del caso, al momento del rimborso, sarò a disposizione per consentire all’amministrazione comunale una restituzione anche rateale. Naturalmente senza interessi di mora. Cordialmente.

Daniele Grisoni

24 marzo 2013

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