AMARCORD – Un secolo di Alfa Romeo

altGrande evento nel Triangolo Lariano con la sfilata di 120 auto
Un grande evento per celebrare i 100 anni di fondazione dell’Alfa Romeo in una terra cara a Nicola Romeo, l’uomo che ha creato la casa automobilistica del “biscione”.
L’appuntamento è fissato per oggi nel Triangolo Lariano. Centoventi Alfa Romeo, che hanno scritto la storia di questo marchio, si ritroveranno alle 8.45 al Lago del Segrino, poi si dirigeranno in centro a Canzo, dove rimarranno esposte dalle 9.30 alle 12.30, con i collezionisti e gli eredi di Nicola Romeo che saranno a disposizione

degli appassionati.
Al termine i collezionisti si sposteranno a Magreglio dove la famiglia Romeo ha da anni una villa. Il legame tra il Lario e l’uomo che fondò la mitica casa automobilistica è da sempre molto solido e sarà sancito ulteriormente dalla manifestazione celebrativa odierna.
«La Vallassina e Magreglio in particolare furono una scoperta rigenerante per Nicola Romeo e la sua famiglia – hanno detto gli eredi – Il gioco delle bocce, il viavai di figli e amici, gli impegni filantropici per il progresso di Magreglio, erano per lui sospensioni utili per ritrovare la carica. Tra l’orizzonte della Grigna, lo specchio del lago e l’ombra del San Primo nonno Romeo poteva finalmente godersi la sua famiglia e dimenticare le tante pressioni a cui era sottoposto».
«Oggi, passati 100 anni, noi tutti torniamo in queste zone a goderci la frescura estiva circondati da tanti amici appassionati di Alfa Romeo – piegano ancora gli eredi di Nicola Romeo – E siamo sobriamente orgogliosi dell’opera del nonno, fondatore concreto e visionario di quella che continuiamo a considerare la “nostra” Alfa Romeo».
Tra gli amici lariani dei nipoti di Romeo c’era un giovane, Arturo Merzario, che poi sarebbe diventato il pilota simbolo dell’Alfa Romeo nelle competizioni automobilistiche. Tra i tanti successi ottenuti con la casa del Biscione, spiccano due vittorie nel campionato mondiale Marche ottenute nel 1975 e nel 1977. «La mia storia con l’Alfa Romeo parte da lontano – sostiene Merzario – Quando ero giovane ero amico della famiglia Romeo la cui casa a Magreglio, tra l’altro, era stata costruita da mio nonno. E mi ricordo piloti come il mitico Gigi Villoresi, che capitava spesso dalle nostre parti».
La carriera di Arturo (che in Formula 1 ha corso anche con Ferrari e Williams) è stata poi caratterizzata da un solido rapporto con Alfa Romeo. Tanto che Merzario è considerato un uomo simbolo della marca che ora compie 100 anni. «Ho esordito in gara con una Giulietta Spider – spiega – Con questo marchio ho vinto due Targhe Florio, ma soprattutto mi sono tolto la soddisfazione di ottenere due titoli mondiali Marche. Il primo a 25 anni di distanza dalla vittoria di Nino Farina, proprio con Alfa Romeo, nel primo campionato iridato di Formula 1».
E sono stati tanti i grandi nomi che hanno corso a fianco di Arturo Merzario (tra l’altro presidente onorario della “Scuderia del Portello”) sulle auto della casa creata da Nicola Romeo: «Posso ricordare Jacques Laffite – sostiene ancora il civennese, che lo scorso 11 marzo ha compiuto 67 anni e che ancora oggi continua imperterrito a gareggiare – Jochen Mass, Jean-Pierre Jarier, Vittorio Brambilla e Clay Regazzoni. Tutti bellissimi ricordi e in questi giorni di celebrazioni mi ha fatto piacere essere stato chiamato da molte parti per prendere parte alle varie manifestazioni».
E tra gli amici che Merzario ha per il mondo c’è Mario Andretti, campione del mondo di Formula 1 nel 1978 con la Lotus.
I due, assieme, nel 1974 vinsero con un’Alfa Romeo 33TT la “1000 chilometri di Monza”. E dagli Stati Uniti, dove vive, Andretti (che con l’Alfa ha corso in F1 nel 1981) rammenta volentieri quella vittoria.
«È il mio più bel ricordo con questa marca – sostiene il “mitico” Mario – Un’affermazione prestigiosa tra l’altro contro avversari e vetture molto forti a fianco di Arturo, che io chiamavo “Italian cow boy”, una persona troppo simpatica. Alla vigilia non eravamo nemmeno i favoriti e non ci aspettavamo di vincere. Per quello ci siamo gustati doppiamente la gioia del successo».
Più dispiaciuto, Mario Andretti, per la non buona stagione in Formula 1 nel 1981: «Purtroppo continuavo a discutere con l’ingegner Carlo Chiti su una serie di soluzioni che avremmo potuto adottare e che avrebbero reso la vettura più competitiva, ma lui aveva le sue convinzioni e ne uscì una stagione completamente negativa».
Andretti, infine, chiude con un’annotazione sul fascino del marchio Alfa Romeo, visto dall’altra parte dell’Oceano: «Rimane un nome importante, non solo sul fronte sportivo. Qui negli Stati Uniti Alfa Romeo è sinonimo di tecnica e bellezza. È una marca rispettata e ancora oggi è un punto d’orgoglio per l’Italia».

Massimo Moscardi

Nella foto:
La kermesse
Vetture in mostra sulle rive del Lago del Segrino da dove, questa mattina, prende il via la manifestazione dedicata ai 100 anni dell’Alfa Romeo

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