UN SUSSULTO D’ORGOGLIO

di MARIO GUIDOTTI

In attesa della rinascita
C’è molto di Como nel nuovo governo. A Corrado Passera è stato assegnato un dicastero dal peso specifico pesantissimo in termini di deleghe, soprattutto se pensiamo al contesto economico finanziario che la nazione sta vivendo e ai motivi per i quali origina la natura stessa di questo nuovo consiglio dei ministri.
Con tutto il rispetto per Monti e gli altri inquilini di palazzo Chigi, sembra il governo fatto per Corrado Passera, che appare una sorta di commissario alla rinascita economica

dell’Italia.
Nessuno ha dubbi che l’uomo ne sia all’altezza, per capacità umane e professionali, ma un simile incarico farebbe tremare i polsi anche a Superman. Chissà l’orgoglio di papà Gianni, vero imprenditore lariano e mai dimenticato protagonista degli anni migliori di Como, dei decenni che ci hanno fatti conoscere all’estero e in Patria come una delle città più belle ed operose del mondo, prima che iniziasse anche per noi un declino estetico e strutturale sotto gli occhi di tutti e del quale non si intravede ancora l’uscita. Dobbiamo sfogliare gli annali storici fino agli anni Sessanta del secolo scorso per trovare altri ministri comaschi, nei nomi di Martinelli, Spallino e Bertinelli, mentre possiamo dire che Lucio Stanca, soltanto di adozione lariana, è stato titolare di dicastero soltanto in tempi più recenti. Spero verrà perdonata l’enfasi e che si avrà clemenza per i doverosi peana, ma in un momento così grigio per la nostra città una simile notizia meritava adeguata celebrazione. Ne avevamo bisogno. Ma vediamo che cosa questa nomina, che speriamo ottenga la fiducia del parlamento, potrebbe comportare per tutti noi.
Come sistema Paese non abbiamo dubbi, e lo ribadiamo, che un ruolo così importante assegnato a Corrado Passera porterà, pur attraverso tanti o pochi sacrifici per tutti noi, l’uscita dalla fase dell’emergenza che in queste drammatiche settimane sta facendo traballare le nostre sicurezze sociali e vacillare le speranze per il futuro delle prossime generazioni.
Per Como possiamo augurarci qualcosa di direttamente o indirettamente positivo? In linea diretta ci sembra di escluderlo, visto come il nostro superministro sarà completamente assorbito dal dramma finanziario della nazione, che ha connotati ormai planetari. Indirettamente invece c’è molto da aspettarsi.
Primo, non dimentichiamo come Passera sia nato e cresciuto a Como e quanto sia conoscitore delle dinamiche produttive della sua terra d’origine. Possiamo immaginare quanto sia al corrente delle aspirazioni federali di molti nostri cittadini e quanto conosca le dinamiche con il confine elvetico, limite ma anche opportunità per le nostre rive. Tutto questo peserà, eccome, nelle sue idee di sviluppo economico, di infrastrutture e di trasporti. Ci piace poi sperare che questa nomina smuova un sussulto di orgoglio per un’intera provincia che vive un momento di grigiore e che, nel vedersi proiettata tramite un suo prestigioso concittadino alla guida di un ministero delicatissimo, possa buttare alle ortiche le beghe di bottega e la balcanizzazione partitocratica vista negli ultimi anni e infine ritrovare lo spirito necessario per rialzarsi e mostrare le proprie numerose, seppur attualmente un po’ nascoste, qualità

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