Un teatro vuoto ma pieno di parole, la provocazione di Bellinzona

TEATRO SOCIALE BELLINZONA

Una performance di 5 ore per riappropriarsi di uno spazio negato. Si dice che per riuscire a iniziare a comunicare abbiamo bisogno di un vocabolario di almeno 250 parole. Il 14 gennaio, quasi un anno dopo l’inizio della pandemia, in solitudine, sul palco vuoto del Teatro Sociale di Bellinzona, Flavio Stroppini dopo averle scelte e rielaborate in un personale vocabolario leggerà collegato al mondo attraverso il web appunto una serie di parole – oltre 700 – tratte dal web e attraverso i social per raccontare sogni e fragilità della gente comune. Collegato al mondo attraverso il web, 1 minuto e un po’ a parola, faticando per più di 5 ore, cercando a modo suo di fare qualcosa per tornare a parlare, assieme, la stessa lingua.

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