Un territorio Incapace di Dare Nuovi Impulsi

Le difficoltà economiche del Comasco
Al di là della questione Sisme oppure Orsogrill, oltre i casi di Afl (le ex Ferriere di Dongo) o di Chibro, e con loro numerose altre aziende della provincia, il territorio ha un problema più ampio. Ci sono, certamente, i singoli casi; le famiglie pesantemente coinvolte in ristrutturazioni, riduzioni di personale, mobilità; ci sono gli uomini e le donne che vedono in pericolo il posto di lavoro; ci sono pure ex nomi illustri dell’imprenditoria locale in affanno, sull’orlo della crisi.
Il problema vero però, a nostro avviso, è differente. E riguarda non qualche azienda presa singolarmente e neppure le capacità o meno del tale imprenditore o del tal altro. Il problema è che il nostro territorio ormai non è più competitivo. Qui, tra Como e dintorni, produrre costa troppo. Troppo cari i motori elettrici della Sisme di Olgiate Comasco, i tessuti di molte aziende seriche, le recinzioni di Orsogrill, i vetri e le lampade de La Murrina. Certo, errori ce ne saranno stati da parte della classe imprenditoriale, impossibile negarlo. Però una crisi così profonda non può provenire solo da lì.
Quello che ci pare manchi è, dunque, un sistema competitivo, la capacità del territorio di attrarre energie imprenditoriali e capitali, idee e aziende. Una struttura economica, politica e anche sociale in grado di fare la differenza col resto del mondo.
Non solo sui costi. Anzi, a prescindere dai costi perché su questo terreno saremmo sempre sconfitti.
Ovviamente ricette sicure e formule magiche non ne abbiamo e forse non ce ne sono. Però non possiamo non pensare al Canton Ticino, ai “cugini” che ci danno dei topi golosi del loro formaggio, dei parassiti. Beh, saranno assurdi nei rapporti con noi, magari senza creatività, però proprio i ticinesi si sono “inventati” una politica economica che ha saputo attrarre oltre frontiera aziende italiane e non solo. Fabbriche, magazzini, centri logistici, non solo holding. Con nomi del calibro di Gucci, tanto per citarne uno. Eppure la storia ci dice con evidenza che la Svizzera è cara per quanto riguarda la manodopera, gli affitti, i prezzi degli immobili. Certamente vero, però a bilanciare questa voce ci sono altri aspetti: sicurezza, servizi puntuali e – assolutamente non ultimi – degli sgravi fiscali ai nuovi investimenti produttivi. Lo chiamano “Copernico” ed è un progetto del governo di Basilea per tutto il Cantone.
Non è una questione politica: il federalismo della Lega Nord o il centralismo romano di altri partiti sono lontani da questi ragionamenti. Semplicemente, vediamo un progressivo declino economico – e quindi sociale – del territorio comasco mentre altre aree vicine riescono a offrire “qualcosa”. Roba difficile da mettere in piedi, una manovra del genere, in questa nostra Italietta. Che dovrebbe vedere, insieme, enti locali e regione e governo centrale. Quasi impossibile, eppure forse è solo quella la strada.

GIORGIO CIVATI

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