“Un vaccino per tutti”, l’appello di Acli Como

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“Riteniamo che il vaccino non si possa intendere in modo univoco come soluzione medica a questa pandemia, ma che sia anche parte di una sorta di ‘vaccino sociale’, che consentirà un ritorno alla nostra vita lavorativa, relazionale e ravvicinata, e, quindi, un ritorno alla prossimità tipica delle associazioni e degli enti di terzo settore”. Lo afferma in un comunicato l’Acli di Como. “Per noi è uno strumento (forse l’unico, per ora) che ci consentirà di andare incontro ad una nuova normalità, ci consentirà non solo di poter abbracciare i nostri cari, ma anche di riaprire i nostri circoli e tutti quei luoghi di comunità dove quotidianamente si svolge e si sviluppa l’impegno di tanti volontari” prosegue la nota. E aggiunge: “Lo stato attuale della nostra penisola “a colori” ci richiede ancora più responsabilità individuale: se nel precedente lockdown totale (di marzo, per intenderci), l’unico modo individuato era l’isolamento con l’astinenza totale dalle relazioni, la via che si persegue oggi è un richiamo alla sobrietà, all’uso del noi e non dell’io, come dichiarato apertamente dal Santo Padre, ovvero l’esplicito appello alla responsabilità di ognuno nei confronti dell’altro, all’auto limitazione.
È, quindi, ancora più evidente come il vaccino possa consentirci di ritornare più in fretta a relazionarci con le persone, e come esso possa considerarsi un antidoto al distanziamento interpersonale”.

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