Una A e una V nelle “vele” di Libeskind

altIl monumento sarà di colore verde e “sorgerà” dall’acqua grazie a un effetto ottico
Due vele ricurve e sovrapposte, l’una capovolta sull’altra. Una A e una V stilizzate. A simboleggiare le iniziali di Alessandro Volta, lo scienziato al quale l’opera è dedicata.
Il monumento che l’archistar americana Daniel Libeskind ha voluto donare al capoluogo lariano insieme con gli Amici di Como, non è (quasi) più un segreto. Sarà presentato ufficialmente il prossimo 23 settembre, ma già adesso può essere descritto più o meno in dettaglio.
In molti hanno avuto sotto gli

occhi la bozza finale. Dalla giunta del municipio cittadino ai funzionari della Soprintendenza; dai vertici dell’Autorità di bacino del Lago di Como ai componenti della commissione Paesaggio della Provincia.
Un segreto, ormai, alquanto difficile da custodire. E che infatti viene svelato un po’ alla volta.
L’idea di Libeskind è chiara. Il monumento rappresenta le iniziali di Volta. Sarà poggiato sulla parte finale della diga foranea e realizzato con una speciale lega di metallo.
Le due lettere, ricurve e di grandi dimensioni, avranno alla base un grande nebulizzatore. Che produrrà un effetto ottico tale da far immaginare una sorta di sorgente d’acqua.
In un primo momento Libeskind aveva ipotizzato di far cadere l’acqua dall’alto, ma la soluzione si è rivelata tecnicamente complessa e si è quindi preferito cambiare sistema. Anche sul colore del monumento non vi è finora una certezza assoluta. Secondo un “suggerimento” arrivato al Comune dalla Soprintendenza, è molto probabile che alla fine le “vele” dell’archistar di origini polacche saranno di colore verde, una tonalità con un impatto limitato sia rispetto alle acque del Lario sia rispetto ai declivi circostanti.
Parla il soprintendente
Sin qui le indiscrezioni, che potranno essere pienamente confermate o clamorosamente smentite il prossimo 23 settembre. Sta di fatto che sul monumento di Libeskind sono al lavoro molte persone e molti uffici. Le autorizzazioni necessarie a collocare le “vele” sulla diga foranea arriveranno nelle prossime settimane al termine di una conferenza di servizi che deve tuttora essere convocata.
Una conferenza alla quale parteciperanno il Comune, la Provincia, la Regione, la Soprintendenza ai beni paesaggistici, l’Autorità di bacino del Lario. In quella sede si valuterà l’opera nel suo complesso e saranno quindi vagliati i pro e i contro di una collocazione al centro del primo bacino.
«Per quello che ci compete – dice Alberto Artioli, soprintendente regionale ai beni architettonici – dobbiamo valutare la compatibilità paesaggistica dell’opera, non se sia bella o brutta. Giudizio, quest’ultimo, peraltro del tutto soggettivo».
In che cosa consista la «compatibilità», Artioli lo spiega in modo semplice. «Noi verifichiamo le visuali prospettiche, l’impatto sull’ambiente, la compatibilità dei materiali utilizzati. Usiamo parametri logici ma va specificato che non esiste in questo campo un criterio oggettivo. Il nostro parere è tecnico-discrezionale. Ovviamente, questo non significa che debba essere arbitrario».
Un compito difficile, reso ancora più problematico dalla gigantesca attesa che la città ripone a questo punto sulle “vele” di Libeskind. Quando si costruisce in un ambiente protetto, «la legge parla di modifica compatibile – dice ancora Artioli – Ma il monumento di cui parliamo non è un edificio. Si può piuttosto equiparare a un’opera d’arte. La difficoltà della valutazione è per questo ancora maggiore». Il soprintendente ripete, però, che il suo compito non è «giudicare l’oggetto, ma giudicarne la possibile integrazione con lo spazio».
Sollecitato su questo delicato argomento, ovvero sulla eccessiva discrezionalità esercitata da un gruppo di funzionari, Alberto Artioli replica in modo netto. «Spesso si parla di burocrazia invasiva. Ma ciò che viene descritto il più delle volte come elemento negativo è l’organismo di controllo grazie al quale sono bloccati sul nascere gli ecomostri o i condomini sul lago. L’eccesso di burocrazia è sbagliato, ma anche la troppa semplificazione».

Da. C.

Nella foto:
La diga foranea è il luogo in cui dovrebbe essere collocato, in un futuro prossimo, il monumento che l’architetto americano di origini polacche, Daniel Lilbeskind, ha voluto dedicare alla Città di Como e all’inventore della pila elettrica, lo scienziato lariano Alessandro Volta

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