Una cabina di regia per le emergenze annunciate

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di Mario Guidotti

Passano gli anni, superiamo (quasi) le pandemie, ma i problemi di casa restano gli stessi. Sì, lo so, che barba che noia, ma parliamo ancora di strada statale Regina.

Cantieri e traffico feriale, caos festivo. Ogni anno, ogni estate, camion, corriere, van, camioncini, camper, motocicli grandi e piccoli, biciclette, sidecar, e adesso anche i monopattini di nuova generazione. Tutti insieme appassionatamente su una carreggiata che sarebbe sì e no per due auto di normale cilindrata.

Sabato e domenica ci sono scene che non si possono neanche vedere, men che meno raccontare: grappoli di ciclisti su tre, quattro file appaiate, allegramente cinguettanti tra loro se non al telefono e nelle gallerie (ovviamente male illuminate, siamo gli unici in Europa, forse nel mondo), camion con rimorchio, pullman formato gigante, fuoristrada alti come camion, che ovviamente consumano e inquinano anche più degli stessi, motociclisti con passeggero abbarbicato con gomme ciclopiche che superano oltre la riga continua a tutta birra, auto con rimorchio, roulotte. Non manca niente. Tutti insieme contemporaneamente sulla Regina. Finché non arriva l’annunciatissimo incidente. Nella migliore delle ipotesi code di ore, nella peggiore morti e feriti. Eh sì, perché non ci vuole chissà quale indovino, basta uno che misuri la carreggiata e i veicoli che vogliono transitare sulla stessa, tutti insieme. Appunto, tutti insieme.

Ma non c’è un responsabile, un qualcuno che ne assegni, e poi ovviamente controlli, le priorità? Che so, dalla tale ora alla talaltra passano questi veicoli, gli altri in altre fasce. Ma è difficile? Preferiamo aspettare il guaio annunciato? Oppure, in determinati momenti della giornata i veicoli a due ruote percorrono la Regina vecchia, quella in basso tra Cernobbio e Laglio per intenderci, e quelli a quattro ruote quella nuova. Mah, perché penalizzare e allungare la percorrenza alle biciclette e alle moto? Avevamo capito che erano in giro per diletto, che fretta hanno di arrivare? Oltretutto la vecchia strada Regina è di una bellezza leggendaria.

Insomma, non vogliamo dispensare soluzioni, non ne abbiamo titolo, vorremmo solo una cabina di regia, un tentativo di organizzare, disciplinare, regolamentare una situazione non solo anarchica, ma insopportabilmente rischiosa.

Questa volta non ci bastano  volonterosi dotati di paletta alle strettoie di Sala e Colonno. Ci basterebbe non vedere più ginocchia pericolosamente vicine agli specchietti retrovisori a 70 chilometri all’ora, né gomiti caracollanti che sfiorano le portiere delle macchine.

Metteteci che tra un po’ partiranno i lavori per la variante sopra la Tremezzina. Restringimenti stradali e centinaia di camion avanti e indietro con il materiale. Riuscite a immaginare? Per una volta, potremmo non gestire l’emergenza ma prevedere e programmare prima, cioè adesso?

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