Una città policentrica per servizi ed eventi

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Si riparla di nuove funzioni per la Caserma De Cristoforis di piazzale Monte Santo. Da quindici anni, da quando è stato abolito il servizio militare di leva, si ipotizza che in quell’area di 9mila metri quadrati di spazi chiusi, siano concentrati servizi e uffici pubblici della città. Ora pare che il progetto si faccia più stringente e concreto, come ha scritto questo giornale, con il possibile trasferimento, tanto per iniziare, di Agenzia delle Entrate, Prefettura, Archivio di Stato, Direzione del Lavoro e Commissione Tributaria. Quattrocento persone lavorerebbero lì e non più in sedi ubicate nel centro di Como, con sgravio di traffico e parcheggi, tenuto conto della quantità di utenti che non vi orbiterebbero più. Sempre che, naturalmente, si provveda in modo accorto alla viabilità, alla sosta e ai trasporti pubblici necessari al nuovo polo attrattivo di lavoratori e fruitori. Lo spunto richiama il tema delle periferie cittadine, da utilizzare nella logica di una città policentrica. E, in tal senso, si può ragionare anche oltre gli uffici. La spinta è venuta di recente dal “manifesto” scritto e pubblicato sul “Corriere di Como” da Nini Binda, che non si stanca di sognare un futuro migliore. Binda parla di “un ponte tra centro e periferie”, prevedendo che a queste ultime il nuovo Pgt destini almeno metà dei proventi degli oneri di urbanizzazione generati in centro. Una risonanza di questa suggestione si avrà tra pochi giorni a Milano quando, in occasione della Settimana della Moda (19-25 febbraio) protagoniste saranno per la prima volta proprio le periferie. La manifestazione diventerà infatti multicentrica; presentazioni e show saranno dislocati in zone complesse o in luoghi come ex fabbriche, o i tunnel della Stazione Centrale, per esempio con l’evento di Moncler del comasco Remo Ruffini. Contaminazioni interessanti e, a proposito della Caserma De Cristoforis, nella sua immensa piazza d’armi, lo spazio all’aperto, potrebbero essere ospitate iniziative finora rigorosamente riservate al centro città. Pensiamo a casette e mercatini di varie specie, come quelli di Natale e non solo… Sarebbe una sperimentazione di decentramento reale e di valorizzazione di zone non centrali né turistiche. Si tratta di un esempio, certamente non dell’unica periferia di Como. Uno spunto. L’appetito, poi, viene mangiando.

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