Una folla commossa per l’ultimo saluto a Ines Figini

Il funerale è stato celebrato al santuario del Santissimo Crocifisso

«Ines Figini è stata capace di amare nonostante abbia visto l’orribile, l’indicibile. Ha vissuto con tre valori fondamentali: l’amore, il perdono e il silenzio, il saper tacere». Con queste parole padre Enrico Corti, rettore del santuario del Santissimo Crocifisso, ha ricordato ieri, durante il funerale, la figura della comasca sopravvissuta ai lager nazisti, scomparsa lo scorso 26 settembre all’età di 98 anni. Una folla commossa si è riunita in mattinata nel santuario di viale Varese, a Como, per l’ultimo saluto a Ines Figini.

I rappresentanti delle istituzioni, gli esponenti dell’Anpi, gli amici e i conoscenti si sono stretti attorno alla famiglia dell’ultima testimone lariana dell’Olocausto.  Nel 1944, a soli 22 anni, dopo aver partecipato allo sciopero della Tintoria Comense dove lavorava, Ines Figini fu deportata a Mauthausen, poi ad Auschwitz Birkenau e infine a Ravensbrück, dove fu liberata.

La celebrazione funebre si è conclusa con la testimonianza del documentarista Pucci Paleari, che con tanta commozione ha ringraziato Ines per i suoi instancabili insegnamenti di vita.

Alla illustre cittadina  comasca era stato assegnato l’Abbondino d’Oro nel 2004. Nello stesso anno l’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi l’aveva nominata Commendatore della Repubblica e le aveva consegnato il riconoscimento al Teatro Sociale di Como.

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