Una funivia cittadina per ridurre traffico e inquinamento. L’affascinante proposta dell’ex assessore Nini Binda

Funivia Lisbona

Traffico e inquinamento, temi sempre più attuali, devono essere risolti con scelte drastiche e al tempo stesso ricche, perché no, anche di suggestione.
Ne è convinto l’ex assessore della giunta Botta, Nini Binda, che guardando avanti immagina la possibilità di «sfruttare il cielo con una funivia cittadina». Un’idea carica di fascino che è già realtà in diverse città europee. Da Berlino a Londra, Madrid e Lisbona (nella foto) ed entro breve a Göteborg. L’ispirazione nasce dall’osservazione del presente. Un’analisi non priva di spunti polemici su quanto si sta facendo in città. «Guardare al futuro non può significare solo un nuovo piano del traffico che – a 20 anni dal precedente – aggiunge due rotatorie e un semaforo, ma impone di avere coraggio di osare con nuove soluzioni mettendo da parte la rassegnazione e l’immobilismo, così che possano affiorare nuove idee, come quella di una funivia cittadina», è l’esordio di Nini Binda.
Tangenziali, tunnel, sovrappassi, tutto sicuramente utile ma si tratta pur sempre di «opere che consumano suolo, hanno imponenti costi di realizzazione, impattano sull’ambiente e non diminuiscono la circolazione delle auto, mentre un impianto a fune potrebbe essere l’asso nella manica che unisce una soluzione al traffico ad un forte appeal turistico», spiega Binda che sottolinea come il trasporto di superficie e sotterraneo sia ormai intasato e complicato. In aggiunta, i lavori di potenziamento mostrano ostacoli insormontabili, dalla tangenziale di Como al viadotto dei lavatoi: ecco dunque che sarebbe utile «sfruttare il cielo. La funivia è il mezzo di trasporto del domani, è un modo di viaggiare veloce, duttile, ecologico, che piace a residenti, turisti, ciclisti, studenti e pendolari e offre la possibilità di vedere e vivere la città in modo completamente nuovo. E funziona, basta guardare vicino a noi. Da Berlino a Bolzano, dove ci sono tre funivie cittadine, e al progetto in fase di realizzazione a Göteborg». Un simile impianto a fune in città avrebbe diversi vantaggi, nell’idea di Nini Binda.
«Un ingombro contenuto e una vista insuperabile dato che durante il viaggio i passeggeri godrebbero di un panorama unico e in tale ottica il turismo rappresenterebbe una fonte di entrate aggiuntiva – spiega l’ex assessore – Inoltre avrebbe l’enorme vantaggio di superare gli ostacoli, senza rischi di incidenti con altri veicoli in circolazione e con tempi di percorrenza regolari e continui capaci di bypassare il traffico». Tra gli esempi citati, l’impianto di Berlino. «Una funivia che collega due quartieri dell’ex Berlino est e che, attraverso una stazione di interscambio posta su una collina, permette ai passeggeri di raggiungere il centro. Ha 65 cabine e una portata di 3mila persone all’ora per senso di marcia. Ha trasportato i turisti dell’esposizione internazionale dei giardini del 2017 e poi è divenuta mezzo di trasporto urbano».
Una proposta sicuramente avveniristica che dovrebbe unire, nella progettazione, sia Como che quei territori ricompresi nell’ipotesi di “area vasta” di cui si parla ciclicamente. «Le amministrazioni, non solo quella cittadina, ma anche quelle di tutta l’area vasta e – a gradi superiori – quelle provinciali e regionali, dovrebbero avere il coraggio di osare. Il tempo della rassegnazione e dell’immobilismo dovrà pur finire», aggiunge Nini Binda che ricorda anche un aneddoto. «Erano gli anni 2000 quando stavamo ultimando il piano del traffico e della mobilità, avevamo fatto la tangenziale di collegamento tra Grandate e la Statale dei Giovi, oggi divenuta indispensabile dopo la chiusura del passaggio a livello di Grandate del giugno 2017, quando il presidente della municipalizzata più importante di Como, l’Acsm, venne da me e mi propose una funivia cittadina che alleggerisse il traffico nella convalle. Ci riunimmo con il sindaco, Alberto Botta, il presidente della commissione urbanistica di allora, Mario Gorla, ed io in qualità di assessore alla Mobilità per discuterne. Gorla stava portando avanti il progetto del tunnel di via Borgovico e così, su suggerimento del sindaco, optammo per dedicarci a quest’ultimo progetto. A questo punto l’idea si congelò», ricorda Binda che dunque rilancia l’ipotesi immaginando una funivia che si vada a inserire nel contesto paesaggistico comasco.
«L’importante è progettare questi interventi in sintonia con la città, rispettandone carattere e tradizione – conclude Binda – Il design della funivia di Göteborg, ad esempio, s’ispira alla tradizione portuale della città: gli alti piloni di sostegno infatti richiamano il disegno delle gru dei cantieri navali, sono opere di alta ingegneria di forma sottile e leggera, a basso impatto sul paesaggio urbano».

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2 Commenti

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    Massimo Cordasco , 3 Febbraio 2020 @ 15:51

    Buona idea, su cui aprire un dibattito e da inserire in un progetto di trasferimento di alcune funzioni il cui esercizio intasano il centro urbano. Abbiamo due ferrovie che entrano nel cuore della città, usiamole per andare in periferia ad esempio verso la stazione unica di Chiasso-Como ed un moderno centro sportivo-stadio a sud della conurbazione. In concreto non trascurerei di considerare un sistema integrato di COASTER più flessibile e più adattabile al territorio.

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    Giacomo , 3 Febbraio 2020 @ 7:45

    Ogni tanto una idea intelligente, complimenti ,se non ci fossero oscuri motivi in abbinamento al traforo della tremezzina che vedra’ la luce chissa’ quando sarebbe bello risolvere in pochi mesi il problema della regina, siamo pieni di cantieri nautici che in poco tempo possono costruire chiatte che portano su e giu’ camion bus etc….,
    anche ripristinare le silenziose ecologissime filovie con le quali sono cresciuto ed eliminare rumorosi e puzzolenti giallobus sarebbe intelligente quindi irrealizzabile per questa povera citta’ condannata al ritorno al medioevo !!!

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