Una grande mostra dai numeri sempre piccoli. Ma Cavadini si difende: «Trend in crescita»

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I dati finali ufficiosi di Ritratti di città si attestano intorno a 20mila visitatori L’anno prossimo si lavorerà su Cattelan, Savinio, Pistoletto e Mario Radice
A poche ore dalla chiusura ufficiale di Ritratti di città – seconda grande mostra a Villa Olmo dell’era Cavadini – e dopo aver superato quota 20mila biglietti (ma i dati non sono ufficiali), a Palazzo Cernezzi si pensa già al prossimo futuro.
«I numeri mi confortano e ora guardiamo avanti. Stiamo giù riflettendo sull’edizione 2015. Al vaglio nomi importanti come quelli di Maurizio Cattelan, Alberto Savinio, Michelangelo Pistoletto e del comasco Mario Radice. Ma le ipotesi sono anche molte

altre».
Così si esprime l’assessore alla Cultura del Comune di Como, Luigi Cavadini, al quale non si può non chiedere una valutazione specifica sulle cifre fatte registrare dalla mostra di Villa Olmo.
Lo scorso anno, il primo appuntamento del centrosinistra con le kermesse d’arte nella settecentesca dimora affacciata sul primo bacino del lago si chiuse a quota 17mila visitatori.
Quest’anno, il Comune dichiara il superamento della barriera dei 20mila biglietti. Un incremento, sembrerebbe, non di grandi proporzioni. Soprattutto se paragonato alle cifre ben più elevate degli anni del centrodestra. «Le cifre non mi interessano – risponde secco l’assessore – anche perché questo tipo di mostre ha bisogno di una maggiore riflessione e di un approccio preciso». Decisamente più importante, invece, «il gradimento dei visitatori. A ogni modo, gli ingressi sono aumentati e con percentuali significative, quindi il trend è incoraggiante», aggiunge Cavadini. Certo è, come detto, che la mostra del 2014 – così come quella del 2013 – è rimasta decisamente lontana dai numeri delle rassegne precedenti organizzate da Sergio Gaddi e che si attestavano su una media di 80mila biglietti. Ritratti di città, partita tra mille polemiche, farà discutere sicuramente ancora a lungo. Il periodo espositivo, altra novità assoluta, è stato spostato in avanti di tre mesi: inaugurata il 28 giugno si chiude oggi.
«Anche questa scelta è stata corretta a mio modo di vedere. E la riproporrò sicuramente nel 2105 – dice Cavadini – Nei mesi di luglio e agosto, il 40% dei visitatori era straniero. Poi, negli ultimi mesi, abbiamo accolto molti gruppi italiani e scolaresche. Si tratta di un elemento fondamentale che non può non far riflettere».
Altro passaggio delicato che ha contraddistinto la nascita di Ritratti di città, ormai archiviata, riguarda il ritardo nell’organizzazione dovuto al bando andato deserto. Per la prima volta il Comune di Como non ha organizzato in modo diretto – tramite la controllata Como Servizi Urbani (Csu) – la mostra, ma ha dato l’incarico a un soggetto esterno. In questo caso è stata la Sae Comunicazione Integrata, società milanese che ha organizzato e gestito l’evento. «Il bando andato deserto – conclude Cavadini – ha rallentato di un mese la promozione, e questo elemento ha influito. Ma ora, visti i buoni risultai ottenuti dalla Sae, in molti saranno invogliati a partecipare».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La mostra “Ritratti di città” è rimasta aperta oltre 4 mesi

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