Una miniera l’archivio storico dell’Autunno Musicale

Italo Gomez

Giovedì scorso Como si è svegliata più povera. Dalla provincia di Crotone è giunta la notizia delle morte di Italo Gòmez, musicista e promotore di eventi culturali. Un curriculum vastissimo, dove spicca la più che quarantennale esperienza dell’Autunno musicale, festival lariano che difficilmente potrà avere continuatori. Un sogno divenuto realtà grazie all’infaticabile creatività e alla caparbia dedizione di Gòmez e di Gisella Belgeri dove si accostava musica barocca e rinascimentale a prime esecuzioni di compositori contemporanei italiani e stranieri, musica elettronica e oratori sacri. Ma anche il jazz d’avanguardia (il sax soprano di Steve Lacy, di cui è rimasto un cd edito da Red Record). Il ministero per i Beni culturali è intervenuto a tutelare l’Autunno come patrimonio nazionale di interesse storico. L’archivio dal 1967 al 2010 è presso il NoMus, centro studi e ricerche sulla musica del Novecento e contemporanea. La sua biblioteca è aperta al pubblico su appuntamento tutti i giorni lavorativi tranne il martedì dalle ore 14 alle 18. Quasi tutti i materiali sono ricercabili nel Sistema Bibliotecario Nazionale.

«Il fondo – dice la presidente dell’associazione Nomus, Maria Maddalena Novati – comprende in originale i materiali audio, video e cartacei delle stagioni dell’Autunno Musicale di Como a partire dal 1967 al 2010. Il progetto di recupero è iniziato nel 2014 e procederà alla progressiva scansione e censimento degli oltre 5.000 oggetti fotografici tra positivi, negativi e diapositive, di 800 locandine e manifesti, dei programmi di sala, depliant, cataloghi, 10 tesi, circa 1.500 audiocassette, alcuni video, oltre 450 faldoni di documenti cartacei e di tutto quanto non già consultabile sul web. Per questo Fondo, NoMus ha ricevuto una sovvenzione da Arsc (Association for Recorded Sound Collections, Usa) per la digitalizzazione delle circa 1.500 audiocassette che si è conclusa nel marzo 2019».

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