Una Monte Carlo in salsa lariana

opinioni e commenti di mario rapisarda

di Mario Rapisarda

Almeno sino alla fine degli anni Ottanta, chi varcava i confini dei Paesi occidentali per accedere a quelli dell’allora blocco sovietico aveva una sensazione stranissima. La provai di persona un paio di volte: era un po’ come entrare da un mondo a colori in un altro, parallelo, in bianco e nero. Anzi completamente grigio, dalle case alle insegne dei negozi. Anche il cielo sembrava diverso, forse a causa del carbone usato per il riscaldamento, chissà.

Con un filo di ironia e con le dovute proporzioni, potremmo dire che una percezione “uguale e contraria” si prova oggi quando si passa dal territorio del comune di Como a quello di San Fermo della Battaglia. Soprattutto in questi giorni, con le strade flagellate dal maltempo, l’impressione è ancora più netta.

L’asfalto sino al cartello che indica l’ingresso in paese è infatti vecchio e crivellato di buche: quando si passa questa sorta di “frontiera invisibile” troviamo invece  strade che sembrano un tavolo da biliardo, aiuole curatissime, dettagli in porfido perfetti, ordine, pulizia e servizi pubblici di impronta svizzera. Tutto questo è dovuto, al di là del buon governo che (non lo mettiamo in dubbio) contraddistingue il Comune, a un fatto preciso. Ogni anno l’amministrazione può contare su un milioncino tondo tondo, euro più euro meno, da utilizzare come meglio crede per la manutenzione. Sono i proventi del parcheggio del Sant’Anna, che entrano interamente nelle casse del paese. Il frutto di un accordo tra San Fermo e tutti gli altri enti coinvolti sottoscritto quando, ormai oltre quindici anni fa, venne presa la decisione di costruire il nuovo ospedale sui terreni del piccolo comune della cintura urbana.

Como, con quel provvedimento a mio avviso miope e scellerato, perse il nosocomio cittadino: anziché ricostruire o ristrutturare l’esistente nell’immensa collinetta di via Napoleona, si decise infatti di edificare altrove. Con il brillante risultato di lasciare un’area semivuota e in preda al degrado, per di più servita dall’enorme autosilo Valmulini (realizzato apposta per l’ospedale), ora ovviamente sottoutilizzato. Follia che, nonostante le proteste dei cittadini, venne ugualmente perpetrata dalla classe dirigente di allora. Ora rinnoviamo i complimenti a San Fermo, che riuscì a strappare con grande abilità politica queste condizioni economiche super-favorevoli. Ma, a distanza di tanto tempo, è arrivato forse il momento di ricalibrare una situazione paradossale. È giusto, sacrosanto che dei proventi del parcheggio (peraltro carissimo per l’utenza) non benefici soltanto il Comune, ma l’intero territorio.

Di questo passo, altrimenti, i bambini delle future generazioni chiederanno imploranti in massa ai genitori di trasferirsi a San Fermo della Battaglia, dove dai rubinetti usciranno acqua frizzante, aranciata e chinotto, il sindaco a Ferragosto regalerà ai suoi concittadini una settimana al mare e a Natale offrirà pure la Quattordicesima. Una nuova, piccola Monte Carlo, un minuscolo Principato del lusso nel bel mezzo della provincia lariana.

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7 Commenti

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    Carlo , 26 Novembre 2019 @ 16:56

    Caro Direttore, passando dell’Austria in Cecoslovacchia avevi veramente una strana sensazione, proprio come dice lei. Il mondo da colori diventava grigio, l’ho constatato diverse volte, tranne nell’agosto del ’68 dove con l’arrivo di Dubcek tutto sembrava diverso. L’atmosfera era gioiosa, i negozi di abbigliamento non erano spogli, qualche vestito lo si riusciva ad intravedere. Che bella sensazione, non credo dipendesse solamente dalla giovane età (20). Torniamo ad oggi. Leggo il suo articolo e noto che c’è ancora polemica sul parcheggio del nuovo H S.Anna. Rinegoziare, ricontrollare, ridistribuire gli utili sul territorio. Questa dovrebbe essere la nuova richiesta. Ma non sarebbe più semplice obbligare il Comune di S. Fermo a praticare costi molto più bassi? Sicuramente ne trarrebbero profitto, immediatamente, coloro che hanno già problemi per avere un famigliare in ospedale o no? Lo scopo di un ospedale dovrebbe essere quello sanitario e non quello del profitto o no ? Se poi aggiungiamo che il parcheggio è stretto, malmesso, non è neanche collegato direttamente con l’interno dello stabile (sic) ed oggi è pure allagato per cui senza o poca manutenzione cos’altro dovremmo dire ? Il suo pensiero è chiarissimo ma secondo lei come andrà a finire ?

    Grazie

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      Mario Rapisarda , 26 Novembre 2019 @ 16:57

      Gentile Signor Carlo,

      come andrà a finire non è facile a dirsi: tutto dipende dall’impegno che la nostra classe politica, e in particolare la Regione, sarà in grado di mettere in campo. E’ di un’evidenza palmare il fatto che San Fermo detenga “il pallino” della situazione e abbia tutto il diritto (da un punto di vista giuridico) di mantenere il punto. Ma si tratta di una palese stortura e, come tale, andrebbe sanata. Noi giornalisti non possiamo far altro che denunciare con vigore lo stato dell’arte. Alle istituzioni il compito di impegnarsi per risolvere i problemi nel migliore dei modi.

      Cordialità

      Mario Rapisarda

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    Massimo Cordasco , 25 Novembre 2019 @ 19:47

    Gentile Direttore,
    sono un cittadino di Como, ma non mi sento defraudato, perché, forse sbaglio, ma credo che se l’ospedale fosse stato sul nostro territorio
    nessuno si sarebbe accorto di eventuali vantaggi derivanti dai proventi del posteggio dispersi nel mare magnum di amministratori e Municipalizzate, mentre a San fermo si vedono ed anche bene . Non essendo invidioso delle fortune altrui, sono contento per i cittadini di San Fermo ed anche per chi saltuariamente frequenta quei luoghi. Altro è il discorso delle tariffe che può e dovrebbe essere affrontato. Mi permetta di farLe notare che i prezzi modici dell’autosilo Valmulini,al quale auguro maggiori e possibilissime fortune quale stazione di interscambio, sono la conseguenza del trasferimento dell’ospedale e questo torna a tutto vantaggio dei comaschi che si recano al centro prelievi ed ai poliambulatori. La saluto cordialmente Massimo Cordasco.

    • Mario Rapisarda
      Mario Rapisarda , 27 Novembre 2019 @ 12:25

      Gentile Massimo, anche da parte mia nessuna invidia delle fortune altrui. Soltanto rilevo quanto l’accordo sia oggettivamente sbilanciato. Sull’autosilo Valmulini, invece, non siamo in sintonia. Quella mastodontica e costosa struttura era nata per servire l’ospedale che da lì a poco venne trasferito. E’ rimasto, purtroppo, una cattedrale nel deserto. Per il centro prelievi e i poliambulatori è a dir poco sovradimensionato. Basta guardare i report annuali degli incassi per rendersene conto. La stazione di interscambio è un gran bel sogno che ho paura rimarrà tale, allo stato dell’arte.
      Ricambio i saluti e la ringrazio dell’intervento.
      Mario Rapisarda

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    Giovanni , 25 Novembre 2019 @ 6:59

    Buongiorno, segnalo a tutti che l’accordo di programma é stato solo parzialmente rispettato, la Provincia di Como ci deve ancora una strada come opera accessoria alla viabilità legata all’ospedale.
    É ora di realizzarla!!!

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    Marco , 24 Novembre 2019 @ 14:02

    Buongiorno Direttore,
    É vero, siamo dei “privilegiati”, ma cosa ci vuole fare… Un accordo di programma é un accordo vincolante tra più soggetti istituzionali e quindi non si può cambiare. O meglio si può anche cambiare ma devono innanzitutto essere tutti d’accordo e poi se San Fermo perdesse gli introiti dei parcheggi esporrebbe l’amministrazione a una serie di ricorsi e cause infinite da parte dei residenti.
    Quindi rimarrà così.
    Secondo me se la dovrebbe prendere con quelli che “hanno pagato troppo” i terreni. La Regione avrebbe potuto benissimo espropriarli per pubblica utilità, perché non lo hanno fatto? Li avrebbero pagato sicuramente meno….

    • Mario Rapisarda
      Mario Rapisarda , 24 Novembre 2019 @ 19:13

      Gentile Marco,
      in effetti nel mio pezzo ho dato atto al sindaco di essere riuscito a strappare un accordo molto, molto conveniente per i suoi concittadini.
      E non ho mancato di sottolineare la miopia con cui la politica di allora affrontò il problema. Aggiungo che, a mio avviso, l’ospedale doveva e poteva restare a Como. Fu una scelta scellerata, che ha portato con sé una scia di altri problemi.
      Siamo sostanzialmente d’accordo, dunque, sul punto.
      Dissento invece sul fatto che tale patto sia scolpito sulla pietra, immodificabile a vita. Ora la Regione deve avere il coraggio (o la voglia, veda Lei) di rinegoziare tale convenzione. L’errore (pacchiano) commesso è già stato ampiamente ripagato. Senza contare che le tariffe del parcheggio sono esorbitanti e i fruitori non sono lì per una passeggiata di salute.

      La ringrazio dell’intervento, cordiali saluti
      Mario Rapisarda

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