Cronaca

Una pasticca o una canna e si fa sottile il crinale tra supereroe e invalido

La riflessione
di Mario Guidotti

Che barba, che noia: un altro pezzo sulla droga. Sappiamo che questa è la reazione usuale di fronte all’ennesimo argomento sulla “roba”. Ma stavolta non è un gesto inutile superare il disagio, il fastidio, l’ulteriore molestia che provochiamo al lettore, perché ci sono novità che non possono più esser taciute.
Non vogliamo unirci al profluvio di commenti, ricette, consigli che ammorbano un mondo già di per sé malato. Solo due cose. Primo: l’asticella dell’età del consumatore

si è drammaticamente abbassata. Questo fatto genera conseguenze, legate in parte alla ridotta o assente consapevolezza del gesto, tanto che viene esportato e a volte ostentato in ambienti aperti, come la scuola, la strada, il bus, apparentemente estranei a un minimo di riservatezza e di intimità che un tempo l’atto richiedeva.
Vi sono poi i danni biologici, quelli diretti sui tessuti bersaglio delle droghe, che nell’età evolutiva sono moltiplicati non solo da lesioni agli organi, ma anche dal blocco di apparati in crescita. Esempi? Quello riproduttivo e quello neurologico.
È cambiato inoltre il contenuto chimico delle sostanze. Si sono modificati sia il “taglio”, che la sostanza principale. Un tempo il consumatore abituale aveva una certa dimestichezza con il prodotto ed era, si fa per dire, maggiormente in grado di difendersi. Ora la sprovvedutezza del nuovo utente, molto giovane, lo porta ad assumere sostanze che sono veri e propri proiettili lanciati contro cervelli, fegati, reni e apparati genitali. Ma si sa, quando si è giovani ci si sente immortali, nulla può scalfire il senso di immunità, imbattibilità dell’adolescente, che se si accompagna con una vita vuota di valori, ed ecco che gli unici riempimenti diventano le emozioni e l’adrenalina. Ma il crinale tra il supereroe e l’invalido per sempre può essere molto sottile, e avere la forma di una pasticca succhiata in un party o di una canna mal preparata passata da un amico, perché così fan tutti.
Tutto qui? È un problema solo per i ragazzi? No, e siamo al secondo punto. Ce n’è anche per chi, spesso più avanti negli anni, fa uso di cocaina, magari nei weekend, magari sicurissimo di poter controllare le conseguenze del gesto. Una o due sniffate e via. Un fine settimana da sballo e tutto torna come prima.
A chi si riconosce in queste righe suggeriamo una rapida gita. Poche ore nei reparti di terapia intensiva, cardiologici, neurologici degli ospedali cittadini. Un vero museo degli orrori: infarti, ictus, lesioni midollari (che vuol dire sedia a rotelle, catetere vescicale e impotenza), insufficienza renale e bronchiale (che fanno rima con dialisi e intubazione tracheale). Immagini dure? Crude? Sono gli effetti vascolari della coca, bellezza. Nessun anatema, ma è venuto il momento di fare sapere le cose come stanno e non più di nasconderle sotto il pietoso lenzuolo della retorica buonista e di un presunto diritto naturale al lieto fine.

29 Novembre 2013

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