Una settimana per valutare la riapertura della piscina di Muggiò

Piscina olimpica comunale di Como (Muggiò). Vista interna con vasca vuota.

La piscina di Muggiò, chiusa da un anno e oggetto di infinite polemiche, ritorna d’attualità.
La prossima settimana sarà infatti il termine ultimo per sapere se riaprirà oppure no.
È infatti questa la data limite che si sono dati in Comune, dove la programmazione del futuro dell’impianto o la sua definitiva chiusura è gestita da alcuni mesi da Csu, la partecipata del municipio che ha già in gestione le altre vasche cittadine.
Come noto, dopo il durissimo tira e molla tra Palazzo Cernezzi e la Federazione italiana nuoto sulla firma, mai avvenuta, di una nuova convenzione e sulla necessaria realizzazione all’interno della vasca di numerosi lavori di riqualificazione, il dialogo tra i due soggetti, su posizioni opposte, si era interrotto bruscamente. Sembrava che il destino della vasca olimpionica fosse segnato. Ma poco dopo è giunta la decisione del Comune di affidare a Csu appunto la “missione impossibile”: eseguire sopralluoghi per valutare se esistano i presupposti per riaprire. L’idea, inizialmente, è solo per le società sportive che per lunghi mesi hanno peregrinato tra gli impianti della provincia e non solo, per allenamenti e gare e poi magari per capire anche se sarà fattibile un ritorno degli utenti. Questo lavoro sotterraneo avrà il suo termine la prossima settimana e sarà un punto di non ritorno per la decisione definitiva.
«Stiamo eseguendo le ultime valutazioni necessarie per aver un quadro completo – spiega il direttore di Csu, Marco Benzoni – Elementi fondamentali per poter imboccare una strada che sia percorribile».

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