Una sfida a guscio aperto

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Fa specie il silenzio del Comune su Villa Olmo, che è la chiave di volta del rilancio culturale di Como. Quindici mesi fa scrivevamo su questo giornale quanto fosse cruciale scegliere bene la gestione del compendio dopo i restauri di esterni e interni. È troppo importante affidare questo compito a chi sarà in grado di avanzare e garantire nei fatti una proposta non casuale, ma ambiziosa e realistica, ben pensata e organizzata. Proprio come avviene, già da tempo, in altre città italiane che hanno a disposizione immobili d’epoca, anche se di minore prestigio e meno belli. Lo scorso 12 luglio scadevano i termini per le manifestazioni d’interesse relative alla conduzione della dimora progettata da Simone Cantoni e del suo parco attraverso la forma di una fondazione a partecipazione pubblico-privata. A oggi non sappiamo se ve ne sono state ed eventualmente quante e quanto qualificate per caratteristiche ed esperienze passate. A noi giornalisti e, cosa più importante, ai comaschi, non è stato comunicato nulla in proposito. Palazzo Cernezzi offre una singolare motivazione: una fuga di notizie, vale a dire la trasparenza, potrebbe danneggiare la successiva presentazione di progetti e offerte economiche. Villa Olmo, al momento, resta una scommessa. Quest’anno, nel mese di marzo, è stata chiesta una proroga di tre anni alla Fondazione Cariplo, che finanzia la riqualificazione, per non perdere i 5 milioni stanziati. Ci sono pesanti ritardi per i lavori su serre, villa, ristorante e Casino Sud. Completati invece parco, orto botanico, facciata della dimora e Casino Nord. Il punto decisivo è: Villa Olmo si trova al centro di un “sistema” che, oltre a una incomparabile visuale, include la passeggiata a lago Lino Gelpi e il ponte per il passaggio a Villa del Grumello (capace, sia detto per inciso, di attrarre sempre più pubblico grazie alle sue iniziative all’aperto). È inoltre il luogo naturale e ideale per il rilancio di grandi mostre ed eventi, che hanno caratterizzato il passato lontano e più recente del compendio e dei quali questa città e il suo territorio hanno necessità e fame. Il lido, finalmente riaperto dopo le ben note vicende che ne hanno precluso l’accesso a cittadini e turisti per due estati consecutive, è un ulteriore punto di forza. Gli arredi di Villa Olmo, che questo giornale ha documentato come siano accatastati e a rischio di rovina nei solai, devono essere degnamente restaurati, collocati ed esposti. Sono dunque numerosi i fronti aperti. La sfida è importante e va vinta nell’interesse di tutti. Ci si attende quindi un grande impegno che incida sulla tempistica e sulla qualità dei lavori. E la disponibilità ad agire a “guscio aperto” per informare i comaschi, aggiornarli e valutare le loro eventuali proposte.

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