Una soluzione c’è ma è impossibile

opinioni e commenti di dario campione

di Dario Campione

Il rebus di Campione d’Italia è un meccanismo infernale. Un disegno che farebbe impazzire anche i più appassionati cultori di enigmistica. Eppure, una soluzione c’è. Seppure impossibile. Perché transita dalla scelta di tutte le parti in causa di non presentare ricorso e di accettare la revisione del piano di risanamento proposto a luglio e bocciato dal commissario liquidatore del Comune. E perché fa a pezzi i cardini di un sistema democratico in cui ciascuno agisce secondo le proprie convinzioni e le proprie prerogative. Vediamola, comunque, questa soluzione. Nei suoi tre passaggi chiave. Primo: il governo dovrebbe subito commissariare la società di gestione tornata in bonis. Secondo: sempre il governo dovrebbe incontrare i curatori fallimentari e prodursi in una moral suasion che convinca gli stessi a recedere dalla proposizione del ricorso in Cassazione. A questo punto, si tornerebbe davanti al giudice fallimentare di Como per discutere il piano di risanamento e ancora il governo – terzo passaggio – dovrebbe agire sui commissari del Comune di Campione per evitare che si ripeta quanto accaduto a luglio dello scorso anno. La strada, come detto, è più che impervia. È impraticabile. Perché nel nostro sistema istituzionale i poteri del governo non possono oltrepassare quanto disposto dalla legge. Il commissariamento della società tornata in bonis è sicuramente possibile, ma pretendere che i curatori scelgano di ritirarsi in buon ordine è illogico e insensato. Così come stravagante sarebbe immaginare di forzare la mano ai funzionari prefettizi. È vero, sullo sfondo di questa vicenda grottesca c’è il dramma – questo sì autentico – di un paese e di una comunità. Ma l’unico modo possibile di procedere è il rispetto delle norme. Certo, un’iniziativa del governo sarebbe comunque utile. Un segnale, almeno. Dato che sin qui è prevalso soltanto il silenzio. A molti è sembrato che Campione d’Italia fosse vissuta, sin qui, in una bolla. Oggi quella situazione è drammaticamente cambiata. Bisogna prenderne atto al più presto.

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