«Una struttura vuota è soltanto un costo». Il sindaco Landriscina interviene sul futuro di Villa Erba
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«Una struttura vuota è soltanto un costo». Il sindaco Landriscina interviene sul futuro di Villa Erba

 

Il polo fieristico di Villa Erba a Cernobbio Il polo fieristico di Villa Erba a Cernobbio

Il futuro del centro espositivo di Villa Erba passa necessariamente dai suoi soci pubblici, a partire dal Comune di Como.
E proprio il sindaco Mario Landriscina, durante il tradizionale appuntamento su Etv del martedì sera, ha espresso quello che sarà l’atteggiamento di Palazzo Cernezzi. «I conti hanno dimostrato delle sofferenze – ha detto il sindaco di Como – E non è un fattore legato solo all’ultimo anno. Adesso noi siamo in attesa di capire come ci si vorrà muovere per aumentare il capitale privato. Certo è che sarebbe decisamente inutile avere un simile compendio vuoto. Ciò rappresenterebbe soltanto un costo».
La vicenda è nota: il polo fieristico di Villa Erba è alla ricerca di capitali privati per ridare ossigeno a una società in perdita e incapace di trovare una strada per aumentare il fatturato. Da qui il rischio che gli enti pubblici (oltre al Comune di Como sono soci anche la Camera di Commercio, il Comune di Cernobbio e la Provincia di Como), che esercitano il controllo sulla società, possano essere messi in minoranza ed emarginati. «Siamo in attesa di capire cosa potrà accadere. Noi soci pubblici abbiamo comunque la possibilità di decidere di essere meno partecipi in termini di percentuali perdendo la maggioranza, purchè in cambio ci sia un’idea importante in grado di rilanciare il compendio», aggiunge sempre il sindaco Landriscina.
Lo snodo fondamentale è capire con esattezza cosa potrà accadere in futuro per arrivare al rilancio del polo fieristico. Tra le diverse voci era emersa nei giorni passati anche quella di riconvertire la struttura in un albergo di lusso. Il mercato negli ultimi anni è cambiato e dunque «è necessario sapersi riposizionare – dice il sindaco Landriscina – Parte degli utili deriva ad esempio anche da iniziative varie come quella dei matrimoni. Ben vengano idee alterative se servono, purchè non si perda di vista quella che è la natura primaria di Villa Erba. Ora noi attendiamo il piano industriale che rappresenta un passaggio decisivo. Alla base di tutto il ragionamento rimane però una considerazione decisiva: una struttura vuota è solo un costo. Non avrebbe alcun senso avere un compendio come quello di Villa Erba inutilizzato. Dobbiamo assolutamente ragionare sul futuro».

9 maggio 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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