Una tranquilla mattina di paura «Improvvisamente tutto oscillava. Quei secondi sembravano infiniti»

Le drammatiche testimonianze di chi ha avvertito il terremoto
Pur non avendo provocato feriti o danni, la scossa avvertita ieri sul Lario ha spaventato moltissime persone.
Al liceo Volta, un docente di greco e latino, sentendo tremare la sedia, è stato tra i primi a dare l’allarme, facendo poi scattare le procedure di evacuazione. «Vibrava tutto – raccontano alcuni studenti della prima H del liceo Fermi di Cantù – La ragazza che era al computer ha detto che tremava lo schermo e che la rete si era scollegata. La sedia tremava, il mobiletto
oscillava. Abbiamo capito subito che era un terremoto, anche se il professore sembrava non essersi accorto. Un attimo dopo abbiamo iniziato a vedere altri ragazzi uscire e la bidella ci ha detto che dovevamo evacuare la scuola. Qualcuno correva, ma in generale la situazione era tranquilla».
«Ho sentito la vetrata sbattere contro la scrivania e mi sono svegliata di colpo – racconta Sofia, studentessa comasca – Ho pensato a un colpo di vento. Un attimo dopo ho ricevuto un messaggio da un’amica che mi chiedeva del terremoto. Solo allora mi sono resa conto e sono corsa ad accendere il televisore per capire meglio cosa fosse successo».
«Stavo facendo colazione al bar e ho sentito tremare la sedia – dice invece Marta, liceale di Como – Le signore accanto a me hanno detto: “Oh mamma, come trema” e ho capito che era davvero un terremoto. La testa ha iniziato a girare leggermente e per un attimo mi ha colto l’ansia. La scossa sarà durata 10-15 secondi al massimo, ma è sembrata più lunga».
Piera Malacrida, pensionata residente in un appartamento al quarto piano di via Pannilani, è stata colta da un attacco di tachicardia. «Ho sentito un colpo fortissimo e ho pensato al gatto – racconta – Poi ho visto muoversi gli oggetti nella credenza e ho avuto davvero paura. Ho chiamato mia figlia, che era nella sua camera e stava già uscendo di corsa perché, a sua volta, aveva sentito la scossa. Sono stati istanti di vero terrore, temevo che cadesse la casa. È stato tremendo».
In generale, l’evacuazione delle scuole è stata gestita ovunque senza drammi.
«Abbiamo 5 plessi, dalla scuola dell’infanzia alle medie, e tutti sono stati evacuati senza alcun problema, in modo ordinato e senza scene di panico – dice Alessandra Barbaresi, dirigente dell’istituto comprensivo di Merone – Credo che le prove di evacuazione, che facciamo periodicamente, abbiano dato frutti. Come prevede la procedura, i bambini sono stati radunati nel punto di raccolta, è stato fatto l’appello per verificare che tutti fossero fuori, mentre i collaboratori scolastici hanno verificato che negli edifici non ci fosse più nessuno. La situazione è stata gestita con tranquillità. I docenti hanno capito cosa stava accadendo e abbiamo fatto scattare l’allarme; i bimbi più piccoli pensavano fosse in corso un’altra simulazione».
Qualche preoccupazione in più alla scuola dell’infanzia.
«Trattandosi di bambini piccoli, abbiamo chiamato i genitori precisando che, se volevano stare più tranquilli, potevano tornare a riprendere i figli – spiega ancora la dirigente scolastica – Alcuni lo hanno fatto. In generale, prima di far rientrare i ragazzi abbiamo svolto le necessarie verifiche con i responsabili della sicurezza e con i tecnici comunali».

Anna Campaniello

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