Una voce a favore

Abbattere la palazzina ex Fisac

Leggo, incredulo, sul “Corriere di Como” di sabato 15 giugno:  “Ex Fisac, il consiglio comunale schierato contro l’abbattimento – Approvato un documento per valutarne valore storico e culturale” e mi viene spontaneo chiedermi in quale realtà vivono, almeno una parte, i nostri consiglieri comunali.
Si rendono conto che sono molte le urgenze alle quali si risponde invariabilmente che mancano i quattrini a causa del perdurare di una gravissima crisi?
Le condizioni delle principali strade cittadine sono il più banale ma grave esempio sotto gli occhi di tutti e ampiamente documentate dal vostro giornale.
Evidentemente con l’ex Fisac si vuole solo creare il terzo monumento all’inefficienza, dopo ex Ticosa e, ormai lo possiamo definire così, un altro ex lungolago.
Da dove arriverebbero i soldi per la ristrutturazione – 4/5 milioni, si dice, ma che alla fine risulterebbero, nella migliore delle ipotesi, il doppio?
Nessuno lo precisa!
E allora, per quanti anni ancora tutti coloro che transitano su via Pasquale Paoli si dovranno godere l’indecoroso “cubo” di plastica (pure ormai degradata dalla sua… venerabile età)?
Sicuramente, come molti comaschi, apprezzo e condivido l’orientamento del sindaco, Mario Lucini e dell’assessore, Lorenzo Spallino, convinti che l’abbattimento sia l’unica strada percorribile e, soprattutto, realizzabile: ecco, li invito a tenere ben salda la barra dell’operazione in questa direzione.
E a chi pensa che ci siano alternative per la tutela dello “storico e culturale” l’invito a fare un giro per le vie della città per verificare quanto e quale sia lo “storico e culturale” che sta andando alla malora!

Mario Pratelli

 

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