Una Ztl e piattaforme galleggianti in zona stadio

Stadio Sinigaglia veduta aerea

Luogo simbolo della storia culturale cittadina, ieri la sala del Direttorio della Casa del fascio di Giuseppe Terragni in piazza del Popolo ha ospitato la presentazione finale dei progetti elaborati dagli studenti di architettura, italiani e stranieri, del Polo di Mantova del Politecnico di Milano e delle Università di Lione e di Vienna che hanno partecipato alla Lake Como Summer School e che durante il workshop hanno lavorato sull’area stadio di Como.

«I giovani coinvolti – ha detto il presidente dell’ordine degli Architetti di Como, Michele Pierpaoli, partner del progetto con il Comune – hanno lavorato a vari livelli e con approcci diversi. C’è chi ha valorizzato l’area come nodo del percorso virtuoso che lega Como a Cernobbio, c’è chi ha lavorato sugli spazi aperti e sul rapporto tra terra e acqua, ad esempio attraverso l’impiego di piattaforme sul lago per attività sportive o spettacoli. C’è chi ha lavorato sui coni prospettici dei tre assi principali, i viali Puecher, Vittorio Veneto e Masia»,

«La gran parte delle ricerche proposte – continua Pierpaoli – invita a pedonalizzare viale Puecher, e qualcuno si è spinto pure più in là, pedonalizzando anche viale Vittorio Veneto. A che scopo? A rendere prima di tutto l’area stadio più coesa e a misura d’uomo. Interessante la proposta
di far dialogare sempre più lo stadio di Como con il resto dell’area circostante e quindi con la città, rendendolo più aperto e permeabile e quindi diverso dalla cittadella chiusa che appare oggi. E facendolo tornare quella cittadella dello sport polifunzionale che si pensava un tempo mentre oggi si è radicalizzato al solo uso calcistico».

Dice ancora il presidente degli Architetti: «Gli studenti hanno avuto dieci giorni di tempo ma hanno svolto un lavoro egregio, hanno visitato e conosciuto a fondo i luoghi spingendosi fino a Cernobbio, e hanno riflettuto soprattutto sulla funzione pubblica dell’area a lago che ha la zona stadio come fulcro. Un tesoro che spesso ci dimentichiamo di affrontare nel suo eccezionale valore, e che invece questi giovani ci invitano con forza a ripensare».

«Serve una riflessione strategica sul rapporto tra la città e quest’area, lo ripetiamo da anni noi architetti – aggiunge Pierpaoli – Un’area che comprende monumenti architettonici del Razionalismo, spazi aperti, un forte dialogo con l’acqua, spazi ed elementi commemorativi e di ricreazione, un unicum di eccezionale complessità e assolutamente originale. Questi giovani hanno avvertito la necessità di dispiegare queste eccezionali potenzialità affrontando quelle che sono alcune criticità che non permettono la pienezza dell’uso dell’area stadio in termini di funzioni come spazio pubblico. Si sono divisi in gruppi misti, di varia provenienza accademica, per accentuare il confronto creativo e il dialogo alla ricerca delle migliori soluzioni. Auspichiamo che il loro lavoro sia la base di una prossima ricerca, e che possa essere esposto al più presto al pubblico. Noi offriamo la nostra sede al Novocomum di Terragni per esporre la sintesi di queste ricerche. So che l’università di Vienna proseguirà autonomamente la ricerca sui temi trattati nel seminario, e questo ci fa ben sperare per il futuro».

Un’eredità strategica per il futuro insomma, questa zona stadio Sinigaglia. «È la sfida, mantenere la piena fruibilità dell’impianto sportivo ma dare permeabilità agli spazi pubblici. Sono criticità che questi ragazzi hanno evidenziato con forza e che vanno affrontate in modo organico. L’area è irrisolta quanto importante, merita un pensiero strategico complessivo. E ben vengano anche altre università italiane e straniere a studiare il caso Como».

Articoli correlati

1 Commento

  • alberto , 2 Agosto 2019 @ 18:17

    grandi idee e grandi progetti. Tutto proiettato alla città del futuro in cui le auto non circoleranno più. Fantastico, ecologico, moderno, accattivante. Ma per ora pedonalizziamo tutto e le auto? dove le mettiamo?, grande piattaforma per gli spettacoli? qualcuno mi dica dove sta quando è vuota e inutilizzata (davanti alla riva? un palco vuoto non è una gran bella vista), spettacoli sinonimo di parcheggio, dove? E durante le partite come se la cava il progetto con i cavalli di frisia, i muri, i jersey e tutto il circo della sicurezza per difendersi dagli ultras? Qualcuno ha avvisato i ragazzi e gli architetti stranieri? Comunque bello e spero si trovino le soluzioni per migliorare crando i necessari parcheggi, sin quando saranno necessari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.