Un’altra spia della nostra decadenza

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

La bocciatura della mozione che proponeva di intitolare ad Alida Valli il breve tragitto che separa il Tempio Voltiano dal Monumento ai Caduti ha in sé tutte le caratteristiche della decadenza. Decadenza della politica e della lungimiranza, a prescindere dal merito della proposta, vale a dire della figura stessa di Alida Valli, attrice che ha vissuto a Como parte della sua infanzia e l’adolescenza, ha avuto in città un grande e tragico amore, ha girato sul lago alcuni film ed è sempre rimasta legata a questi luoghi, tanto da dire: “Como è la cittadina che ho amato di più al mondo”.

Tralasciamo pure tutto questo, così come l’occasione persa di ricordare la brava e bella interprete, tra le più grandi in Italia, nel centenario della sua nascita. Occupiamoci invece del modo in cui si è buttata al vento l’opportunità di questo omaggio, intestandosi la solita figuraccia nazionale. Lo si è fatto senza neppure dividersi su un contenuto che possa giustificare la divergenza di vedute, tutta “politichina” e strumentale, esplosa all’interno della stessa maggioranza che governa il capoluogo. Si è così data l’idea di un contrasto all’insegna di ripicche e messaggi trasversali, con la povera Alida Valli sballottata qua e là. Uno spettacolo obiettivamente di basso profilo che ha privato la diva del cinema di un doveroso riconoscimento, ma soprattutto Como di un ritorno turistico-culturale.

Abbiamo eccellenze comensi straordinarie poco o per niente valorizzate in ambito architettonico e artistico, o lasciate nel degrado e ne scriviamo di frequente. Proseguiamo su questa linea perdente anche respingendo le circostanze favorevoli che ci cadono in testa. Con il pasticcio del voto dell’altra sera, chi viene in città da altri luoghi avrà infatti un riferimento in meno per collegare il Lario al cinema e allo spettacolo, per approfondire uno spunto, soddisfare una curiosità. Poco male, si dirà, non sono questi i veri problemi. Lo sappiamo molto bene, ma a furia di ignorare personalità che sono parte del nostro cammino non faremo altro che impoverirci. E qui lasciamo la malcapitata Alida Valli per soffermarci su qualche altro esempio di testimoni locali messi tra parentesi o dimenticati. Pensiamo a don Aldo Fortunato, prete antidroga e molto altro, senza una via a lui intitolata; a Paolo Maggi, educatore e docente per generazioni di comaschi, a cui è stato dedicato un tratto di passeggiata a ridosso delle mura nei pressi di viale Varese, soltanto nell’aprile scorso, quattordici anni dopo la sua morte; a Carla Porta Musa, scrittrice e poetessa innamorata di Como e scomparsa ormai nove anni fa, entrata nel novero della “Via dei Famosi”, ma a Montecatini Terme. Sono soltanto alcuni esempi, potremmo proseguire ricordando la misera pagina del mancato Abbondino, o di qualcosa di analogo, in memoria di don Roberto Malgesini nelle immediatezze del suo assassinio, nel mese di settembre 2020. E questo soltanto perché la sua attività caritativa a favore dei migranti imbarazzava qualcuno.

La questione generale è che se si perde il senso del riflettere sugli esempi positivi che ci circondano, si perde anche un po’ di identità e anche questa è importante perché aiuta a sentirsi comunità, richiama valori universali, dà il senso di un’appartenenza. A meno che valori e memoria non interessino più.

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