Un’amica del padre: «Temeva che gli portassero via i quattro bambini. Mi disse: faccio un casino»

«Aveva paura che gli portassero via i bambini». A parlare è un’amica di famiglia, con cui il papà parlava e si confidava. Ha gli occhi lucidi, la donna. Come molti in questo angolo di città aggrappato alla montagna che conduce a San Fermo. Era a scuola, ha sentito da altri genitori che era successo qualcosa in via per San Fermo e ha capito subito, precipitandosi qui. Ora guarda da lontano i vigili del fuoco che si adoperano per mettere in sicurezza lo stabile.
Non sa ancora che l’amico e tre dei suoi quattro bambini sono già morti (in serata l’ultimo, tragico decesso). Lo saprà poco dopo.
«L’avevo visto pochi giorni fa – dice la donna, da anni a Como ma originaria dell’Africa – ero andata a fare la spesa per lui. Mi aveva parlato di un incontro con un giudice. Chiedeva di essere aiutato. Ma credo che le cose non fossero andate bene perché era molto scosso. Temeva che gli portassero via i bambini. Mi disse, “adesso faccio un casino”». «Aveva perso il lavoro per stare dietro ai figli – prosegue l’amica, guardando sempre in direzione dei soccorsi che ancora sono all’opera – Era disoccupato, non poteva mandarli a scuola. Erano a casa da mesi. Non poteva permettersi di pagare il bus, oppure i buoni della mensa».
Poi il pensiero va alla moglie: «Era da solo – dice l’amica – Lei non sta bene da tempo ed è ricoverata. Lui faceva di tutto per poter star vicino ai suoi bambini, io cercavo di aiutarlo ma la situazione era difficile. Però quell’ultimo incontro con un giudice l’aveva sconvolto. Era distrutto».
Con quel ronzio insistente nella testa e la minaccia di perdere i figli per cui viveva. Quegli stessi figli cui ha deciso di togliere la vita, barricandosi in casa e accendendo il rogo, sordo alle loro disperate richieste di aiuto.

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