Unanimismo addio. Tutti i distinguo che hanno scardinato il “Tavolo”

alt Dieci giorni di critiche e di polemiche

Quanti saranno, alla fine, i progetti che – transitando dal “Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia di Como” – termineranno tra le pratiche della Fondazione Cariplo? La domanda è lecita visto quanto accaduto dal 23 settembre a oggi, da quando cioè venne deciso di puntare tutto sul campus universitario di San Martino, tranne poi accorgersi che il territorio lariano aveva altri bisogni e altre richieste.
Ma andiamo con ordine. La questione della destinazione dei contributi

straordinari che la Fondazione Cariplo ha stanziato nell’ambito delle cosiddette “Erogazioni Emblematiche Maggiori” è stata sollevata all’inizio di ottobre da Paolo Frisoni, presidente della Fondazione Ca’ d’Industria.
L’ex assessore comunale del capoluogo si è detto «stupito» della scelta del “Tavolo” che ha indicato come prioritario il campus e ha parlato di un «comitato che mira a monopolizzare l’intero contributo» messo a disposizione dalla Commissione di vigilanza della Cariplo.
«Nessuno pensa agli anziani», ha ribadito Frisoni, annunciando l’intenzione di proporre comunque un progetto di ristrutturazione delle sedi di Ca’ d’Industria che oggi accolgono oltre 450 persone.
La protesta del presidente della Rsa cittadina ha fatto da detonatore e ha scatenato una quantità enorme di reazioni, tutte molto critiche soprattutto sulla gestione del “Tavolo” e sulle indicazioni emerse dalla riunione del 23 settembre.
Il primo a sottolineare un necessario cambio di direzione è stato il consigliere regionale del Pdl, Alessandro Fermi, il quale ha detto di condividere le affermazioni di Frisoni e di aver «proposto e ottenuto una modifica del documento finale tale per cui fosse data la possibilità a tutti di presentare progetti finalizzati alla richiesta di contributi Cariplo».
Dopo Fermi, altri consiglieri regionali hanno preso le distanze dalle scelte del “Tavolo” e dalle modalità di conduzione dello stesso. Dario Bianchi (Lega Nord) ha ricordato come sia lui, sia il deputato del Carroccio Nicola Molteni non abbiano votato il documento finale del 23 settembre. Mentre Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) ha parlato di un «gruppo forte di tre-quattro persone che guidano il “Tavolo” dove vogliono» in «assenza di un confronto che è invece essenziale».
Durissime le critiche di Daniela Maroni, consigliere regionale della Lista Maroni Presidente.
«Le priorità del territorio – ha detto Maroni – non possono essere ristrette soltanto alla città, ma devono comprendere l’intera provincia. È giunto il momento che al “Tavolo” possano intervenire anche i sindaci dei comuni più importanti del Lario».
Il fuoco di fila è proseguito con le dichiarazioni dei sindaci di Erba e di Cantù e con quelle dei rappresentanti dei sindacati pensionati di Cisl e Uil. Questi ultimi hanno apertamente appoggiato il progetto di Ca’ d’Industria. Si torna così alla domanda iniziale: quanti saranno, alla fine i progetti comaschi per i fondi di Cariplo? Sicuramente più numerosi di quelli indicati il 23 settembre scorso.
Quando sotto le insegne della competitività e del rilancio del territorio venne promosso un unico, grande sogno: il campus universitario del San Martino.

Nella foto:
Il Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia di Como si riunisce domani a Villa del Grumello (foto Mv)

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